Beatrice Venezi al contrattacco: “Alla Fenice hanno paura del nuovo, il pubblico ha più di 80 anni”


Beatrice Venezi rimbalza le critiche: “Alla Fenice hanno paura del nuovo, il pubblico ha più di 80 anni. O si cambia o i teatri diventano musei”

beatrice venezi

Finora in Italia non aveva mai parlato. Subissata di critiche e al centro di una durissima protesta da parte degli orchestrali e degli altri lavoratori del teatro La Fenice di Venezia (che hanno coinvolto nella mobilitazione anche molti altri teatri italiani), la neo direttrice musicale Beatrice Venezi aveva sempre incassato in silenzio. Ora però ha deciso di parlare, rilasciando un’intervista al quotidiano argentino El Clarin. Il Corriere del Veneto in edicola oggi ne rilancia ampi virgolettati.

Secondo Beatrice Venezi, contestata fin dal giorno dopo la nomina (il suo ruolo scatterà però solo da ottobre 2026), le proteste dei lavoratori della Fenice (che la attaccano definendola priva di competenza e esperienza) sono una “una questione politica“, sono frutto di “sessismo” e, non solo, sono pure “un modo per attaccare il governo“. Ma Venezi non se la prende solo con i sindacati e i promotori della protesta. Parla anche del pubblico, citando gli abbonati della Fenice che “hanno più di ottanta anni” e sostiene che c’è bisogno di un cambiamento.

“VENEZIA HA BISOGNO DI UN NUOVO PUBBLICO”

Ecco le parole di Venezi: “Ho capito di essere nel mezzo di una questione politica; era come un modo per attaccare l’attuale governo. C’erano anche le elezioni in Veneto, di cui Venezia fa parte. Oltre a ciò, era un fattore aggravante il fatto che stessero attaccando una lavoratrice, una donna. C’è molto sessismo in Italia. Dopo il momento difficile, ho pensato: ‘Hanno paura del nuovo’”.
E ancora: “Venezia ha bisogno di attrarre nuovi pubblici che arrivano dal turismo. Gli attuali abbonati hanno più di 80 anni. Se non proviamo a fare qualcosa di diverso nel mondo dell’arte, dove possiamo farlo? Altrimenti, i teatri diventano musei. Entrerò in carica a ottobre”.

PERCHÈ È RIMASTA IN SILENZIO

Nell’intervista a El Clarin, Beatrice Venezi spiega anche la scelta di rimanere in silenzio di fronte ai tanti attacchi e alle proteste: “Ho scelto di non reagire, di non parlare, perché mi sono resa conto che in quella società la verità non interessa a nessuno. Ho scelto di concentrarmi su ciò che mi interessa e mi fa stare bene con me stessa, ovvero la musica, il mio lavoro. Ciò che sono e ciò che so fare”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)