Condannato per omicidio colposo da un tribunale di Innsbruck l’alpinista che aveva abbandonato la compagna in vetta
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Un tribunale di Innsbruck ha condannato un alpinista dilettante austriaco di 37 anni per omicidio colposo: secondo i giudici, la morte della compagna durante la scalata del Grossglockner è stata causata da una grave negligenza. Cinque mesi di carcere con sospensione condizionale e una multa da 9.400 euro il verdetto per un caso che riapre il dibattito sulla responsabilità legale in alta montagna.
L’episodio risale a gennaio 2025. Dopo una giornata oltre i tempi previsti, la donna, 33 anni, si era fermata sfinita a una cinquantina di metri dalla vetta, nel pieno di una notte invernale. Lui, identificato come Thomas P, ha deciso di scendere da solo in cerca di aiuto, lasciandola esposta a vento e freddo senza utilizzare la coperta di emergenza o il sacco da bivacco che aveva nello zaino.
Una breve telefonata alla polizia di montagna non ha fatto scattare i soccorsi: secondo gli atti, l’uomo non chiarì l’urgenza e risultò irraggiungibile ai successivi tentativi di contatto. La difesa ha sostenuto che il telefono fosse in modalità aereo per risparmiare batteria. Le immagini di una webcam, però, lo mostrano mentre scende con la torcia in condizioni di tempesta nelle prime ore del 19 gennaio.
In aula, l’accusa ha chiamato anche un’ex compagna dell’imputato, che ha raccontato un precedente inquietante: una scalata sul Grossglockner conclusa con un litigio e l’abbandono notturno, quando la sua lampada frontale si era spenta.
Il presidente della corte, Norbert Hofer — alpinista esperto — ha riconosciuto che l’uomo era effettivamente sceso per cercare aiuto, ma ha sottolineato l’asimmetria di esperienza tra i due: “Lei si affidava a te. Avresti dovuto capire molto prima che non era in grado di proseguire”. Poi la frase che pesa come una sentenza morale oltre che giudiziaria: “Non ti vedo come un assassino, né come una persona senza cuore. Ma la responsabilità era tua”.
“Mi dispiace terribilmente”, ha detto l’imputato, che si è sempre dichiarato non colpevole. In montagna il rischio è noto a tutti. La giustizia, però, ha stabilito che l’abbandono non lo era.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)