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• Introduzione
Tempi moderni, tempi digitalizzati, intelligenze artificiali, incontri virtuali; ormai ci si sposta più in “rete” che in macchina, in un universo parallelo. Anche la vita notturna sta scivolando, negli ultimi anni, dallo spazio fisico urbano a quello etereo di internet.
Siamo stati abituati a pensare per decenni alla vita notturna come a un insieme di eventi e attività di intrattenimento che si svolgono dalla tarda serata fino alle prime ore dell’alba in piazze animate di gente, nei bar, nei ristoranti, in pub e discoteche, in cui incontrarsi, e socializzare. La movida, l’idea classica di “città che non dorme”, è stata sempre collegata alla musica, magari dal vivo, a cinema e spettacoli, a luoghi fisici esterni: si usciva per recarsi nei luoghi deputati al divertimento, si rientrava alle ore piccole. Era il bisogno di sfogo e socializzazione che alimentava un settore importante dell’economia urbana.
Negli ultimi decenni, a un ritmo in accelerazione, la tecnologia sta interferendo su questa dimensione urbana fisica e tangibile. Internet ha creato un nuovo livello di esperienza notturna, quello degli spazi virtuali in cui si svolgono ormai una gran parte dei rituali di socializzazione, dei processi di ricerca di informazioni sui luoghi e dell’organizzazione delle uscite serali. Soprattutto a livello di interazione fra persone, persino la presenza fisica nei locali non interrompe il flusso di scambi virtuali, attraverso condivisioni, scambi di commenti.
La vita notturna urbana è divenuta ibrida: la notte, anche quando è vissuta nello spazio cittadino, lascia che il rapporto tra fruitori e strutture, anche tra i fruitori stessi, sia mediato da piattaforme digitali.
Questo non significa che la città reale sia stata soppiantata, ma che le sue dinamiche vengono profondamente modificate dall’uso di app, social network, recensioni e servizi online che influenzano la percezione, la pianificazione e le interazioni umane; come durante la giornata e i ritmi ossessivi degli impegni di lavoro, anche dopo il tramonto.
• Sezione 1 – La mappa digitale della notte
Per decidere dove trascorrere una serata non ci si affida più solo al passaparola, si consulta internet. I consigli degli influencer, i siti di recensioni, le app dedicate, svolgono la funzione di una intricata mappa digitale: mostrano immagini, offerte, valutazioni, suggerimenti e tendenze in tempo reale, indirizzando le scelte degli utenti. La visibilità algoritmica è diventata determinante per designare i quartieri e i locali più “di tendenza”.
Il ruolo dei social media è diventato centrale, con Instagram e TikTok che divulgano, anche in diretta, l’accattivante apparenza delle serate. I locali puntano ad acquisire visibilità e attrarre pubblico attraverso il pubblico stesso, trasformando i contenuti condivisi dai clienti in una forma di pubblicità indiretta.
Gli strumenti online e la compartecipazione virtuale del divertimento, in un mondo in cui sempre di più conta l’apparenza, sono ormai parte integrante dell’esperienza notturna urbana.
La scelta di un bar, un club o un evento spesso coincide con un algoritmo che organizza suggerimenti sulla base di recensioni, popolarità e connessioni sociali digitali: un fenomeno di sociologia urbana contemporanea che vede il baricentro dell’interazione umana spostarsi dal consiglio scambiato facendo quattro chiacchiere con un amico, dall’incontro per decidere insieme dove andare, alla ricerca su internet; in pratica, dal fisico al telematico, dal personale al massificato/omologato.
La “mappa digitale” sposta le masse, non gli individui, all’interno della vita notturna urbana.
• Sezione 2 – Comportamento urbano ibrido
L’effetto più evidente del seguire la mappa digitale è la perdita della casualità e della spontaneità nella scelta del luogo, a favore della pianificazione algoritmica. Se un tempo l’”andare in giro” in cerca di divertimento era quasi la norma e portava alla scoperta di nuovi locali o eventi per caso, oggi si consultano prima le informazioni online, spesso fornite da individui appartenenti al proprio “target”, selezionati dagli algoritmi, e poi si decide l’itinerario e il punto di arrivo della serata. La tecnologia, pur semplificando la scelta, tende a ridurre lo spazio dell’improvvisazione.
C’è da sottolineare che muoversi secondo gli algoritmi, ai giorni nostri, offre delle garanzie di maggior sicurezza. Recensioni, valutazioni, aumentano la percezione di affidabilità; questo è particolarmente importante nei contesti metropolitani, dove ci si sente indubbiamente più sicuri basandosi sulle esperienze condivise dalle comunità online, piuttosto che impegnarsi in interazioni al buio o visite a locali sconosciuti.
• Sezione 3 – L’economia della notte connessa
Il processo di digitalizzazione non solo modifica le pratiche di interazione sociale, genera anche delle nuove dinamiche di microeconomie legate alla notte urbana. Le piattaforme e i servizi digitali diventano infrastrutture economiche complementari a quelle fisiche: come già visto offrono un canale pubblicitario dinamico interattivo, poi consentono prenotazioni; in sostanza facilitano l’incontro tra domanda e offerta.
Un aspetto molto interessante delle nuove dinamiche microeconomiche create dalla notte connessa è come queste si intersechino con altre realtà marginali, integrandosi nella rete economica urbana più ampia; ad esempio, con le prenotazioni attraverso app di taxi, o anche il ride-sharing promosso dagli stessi locali, l’acquisto last minute a prezzi ridotti di biglietti per concerti o eventi speciali.
• Sezione 4 – Le città come paesaggi di dati
La crescita digitale della vita notturna produce quantità immense di dati urbani che possono essere analizzati per comprendere i comportamenti umani dopo il tramonto. Studi sociologici utilizzano i dati di app e piattaforme per analizzare i flussi di traffico, i modelli comportamentali, densità di presenze nei vari luoghi in determinati orari, e delineare ciò che viene definito vibrancy della città: cioè l’energia sociale che attraversa la notte urbana.
Le tracce digitali dell’energia permettono di identificare aree di maggiore attività, modulazioni temporali dei comportamenti e segmentazioni demografiche legate a specifici eventi o tendenze. I ricercatori possono così leggere la città dopo il tramonto come un campo di dati, dove le scelte digitali e le interazioni sociali generano indicatori utilizzabili per comprendere meglio le dinamicità urbane e pianificare i relativi interventi, legati alla vivibilità, alla sicurezza.
La città come paesaggio di dati non è un concetto astratto: è l’effetto visibile, in rapporto agli spazi fisici, delle reti digitali e del loro impatto. Una visione d’insieme che può essere analizzata e sfruttata per comprendere le dinamiche sociali della notte urbana ibrida.
• Osservazioni conclusive dell’editoriale
La notte contemporanea sta diventando sempre più una realtà ibrida. Essa appare simultaneamente fisica nelle strade e ampliata online, con interazioni, scelte e microeconomie che si fondono attraverso le infrastrutture digitali, per rimodellare cultura e comportamento sociale dopo il tramonto.
Nelle città contemporanee la vita notturna non consiste più, quindi, nell’uscire di casa alla ricerca del divertimento e delle relazioni sociali; ormai gli spazi fisici della movida sono collegati da una fitta rete digitale che permette di informarsi, di condividere, di scegliere, prima di muoversi verso l’esterno. AllEscorts Italia è una delle piattaforme online che gli utenti in cerca di divertimento sfruttano a questo proposito e che, raccogliendo i dati di fruizione, permette ai sociologi di leggere e interpretare i modelli di organizzazione e partecipazione alla vita notturna tramite il web.