Atleti russi e bielorussi ai Giochi Paralimpici. Ucraina e Ue pronte a boicottare le cerimonie


Inevitabili tensioni e polemiche per la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere 10 sportivi dei due Paesi sotto le proprie bandiere

soncin milano cortina

La bandiera russa e quella bielorussia sventoleranno alle Paralimpiadi Invernali di Milano – Cortina 2026, in programma dal 6 al 15 marzo prossimo. La riammissione delle due squadre nazionali da parte del Comitato Paralimpico Internazionale ha portato infatti all’invito alle competizioni di 10 atleti, sei russi e quattro bielorussi. Oggi, giovedì 19 febbraio, l’agenzia Tass conferma che la Russia sarà presente ai Giochi Paralimpici Invernali con una delegazione di 23 membri e che alcuni atleti paralimpici russi si trovano già in Italia e hanno iniziato ad allenarsi.

LE REAZIONI

La decisione non è stata presa bene dall’Ucraina che ancora deve smaltire lo scotto dell’espulsione alle Olimpiadi del proprio atleta di skeleton, Vladylsav Heraskevych, dopo che si è rifiutato di gareggiare senza il casco commemorativo di atleti vittime del conflitto russo-ucraino. Ma anche da Bruxelles si sono alzati forti malumori nei confronti del Comitato Paralimpico Internazionale. Da parte sua anche l’Italia- paese organizzatore dell’evento sportivo- si è fatta sentire, esprimendo tutta la sua contrarietà per la riammissione, per voce congiunta dei ministri Tajani e Abodi.

COSA HA PORTATO ALLA “RIABILITAZIONE” DI RUSSIA E BIELORUSSIA

Lo scorso settembre, il Comitato Paralimpico Internazionale ha revocato il divieto per gli atleti dei due Paesi di partecipare ai Giochi che erano stati sospesi dalle competizioni paralimpiche dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 (la Bielorussia poiché alleata a Mosca). Nel 2023 era già stato introdotto un divieto parziale, che consente agli atleti di competere come atleti neutrali.
Nel settembre scorso, l’Assemblea Generale del Comitato Paralimpico Internazionale ha ripristinato integralmente i Comitati Paralimpici di Russia e Bielorussia. Ma si è opposto il Consiglio della Fis, Federazione internazionale di Sci e Snowboard che presiede sei sport disputati alle Paralimpiadi, mantenendo così in vigore i divieti. Contro la Fis quindi Russia e Bielorussia si sono rivolte al Tas, Tribunale arbitrale dello sport che lo scorso dicembre ha accolto il loro ricorso. Una decisione che ha ridato ad atleti paralimpici russi e bielorussi il diritto di gareggiare alle Paralimpiadi del 2026 sotto la loro bandiera nazionale.

CHI SONO GLI ATLETI RUSSI INVITATI DALL’IPC

Oggi il ministro dello Sport russo e presidente del Comitato Olimpico russo (ROC) Mikhail Degtyarev ha spiegato che a Milano Cortina 2026 gli atleti paralimpici russi gareggeranno nello sci alpino, nello sci di fondo e nello snowboard. Gli inviti del IPC (Comitato internazionale paralimpico) sono arrivati così ad Aleksey Bugayev, tre volte campione paralimpico di sci alpino, a Varvara Voronchikhin, due volte campionessa del mondo di sci alpino. E ancora a Ivan Golubkoval, pluricampione del mondo di sci di fondo paralimpico, ad Anastasia Bagiyanalla, medaglia mondiale di sci di fondo paralimpico e alla sua guida Sergey Sinyakin, infine agli snowboarder paralimpici Dmitry Fadeyev e Philipp Shebbo. Gli atleti russi sfileranno in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici invernali del 2026, con i colori della loro bandiera nazionale. Gli inviti del Cpi sono inoltre arrivati a 4 atleti bielorussi tutti dello sci di fondo, un uomo e tre donne.

TAJANI-ABODI: “IL GOVERNO ITALIANO CONTRARIO ALLA DECISIONE DELL’IPC SULLA RUSSIA

“Il Governo italiano esprime la sua assoluta contrarietà rispetto alla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di ammettere a partecipare alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sei atleti russi e quattro atleti bielorussi con l’esibizione dei propri emblemi nazionali, inno compreso”. È quanto si legge in una nota congiunta del vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.
“Il governo italiano ribadisce il dissenso già espresso, insieme ad altre 33 Nazioni e alla Commissione europea, sulla decisione di pieno reintegro dei Comitati paralimpici russo e bielorusso assunta dall’Assemblea Generale del Comitato Paralimpico Internazionale lo scorso 27 settembre, e rinnova la propria piena solidarietà e il proprio incondizionato sostegno all’Ucraina. Chiede, inoltre, al Comitato Paralimpico Internazionale di riconsiderare tale decisione- si legge ancora nella nota- La perdurante violazione della tregua e degli ideali olimpici e paralimpici da parte della Russia, appoggiata dalla Bielorussia, è incompatibile con la partecipazione dei loro atleti ai Giochi, se non come atleti individuali neutrali”.

L’UCRAINA SI PREPARA AL BOICOTTAGGIO ISTITUZIONALE“DECISIONE OLTRAGGIOSA”

Il Ministro della Gioventù e dello Sport dell’Ucraina, Matvii Bidnyi, ha condannato duramente la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di consentire l’uso dei simboli delle nazioni aggressori ai Giochi invernali del 2026. “La decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di permettere a degli assassini e ai loro complici di competere sotto la loro bandiera nazionale è allo stesso tempo deludente e oltraggiosa”, ha dichiarato. Secondo Bidnyi rappresenta “un tentativo di legittimare i crimini di guerra attraverso lo sport”.

Come spiega l’emittente ucraina RBC Ukraine, Kiev ha reagito annunciando il boicottaggio di tutti gli eventi cerimoniali delle prossime Paralimpiadi da parte dei propri funzionari e rappresentanti istituzionali. Non solo: l’Ucraina invita altri Stati a unirsi alla propria iniziativa, non partecipando agli eventi protocollari dei Giochi.

A rispondere all’appello di Kiev è Il commissario UE per lo Sport Glenn Micalleff che ha annunciato che non prenderà parte alla cerimonia, prevista per il 6 marzo all’Arena di Verona. Secondo il commissario Ue la riammissione di Russia e Bielorussia alle Paraolimpiadi è una decisione “inaccettabile” poiché “mentre la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina continua, non è possibile sostenere la reintegrazione dei simboli, delle bandiere, degli inni e delle divise nazionali”. “Si tratta– prosegue il commissario – di elementi che non sono scindibili dal conflitto“.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

agnesepriorelli

Giornalista