L’allattamento esclusivo al seno per almeno 4 mesi risulta associato ad una riduzione del 25% delle probabilità di asma complessivo fino alla giovane età adulta
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I risultati ottenuti In una grande coorte di neonati svedese seguita dalla nascita ai 24 anni, pubblicati su The Journal of Allergy and Clinical Immunology, hanno dimostrato che l’allattamento esclusivo al seno per almeno 4 mesi risulta associato ad una riduzione del 25% delle probabilità di asma complessivo fino alla giovane età adulta (OR aggiustato: 0,75; IC95: 0,64-0,87) e ad una minore sensibilizzazione alle IgE (OR: 0,82; IC95%: 0,7-0,96).
L’effetto protettivo è stato particolarmente evidente per l’asma con esordio entro i 12 anni e per l’asma persistente, mentre non si è osservata alcuna associazione con l’asma ad esordio tardivo.
Razionale e obiettivi studio
Il possibile ruolo protettivo dell’allattamento al seno su asma e allergie è dibattuto da anni. Meta-analisi recenti indicano che il mancato allattamento o un allattamento breve si associano a maggior rischio di asma infantile, ma gli studi differiscono molto per definizioni, durata del follow-up e modalità di raccolta dei dati. Inoltre, i dati che seguono i bambini fino all’adolescenza e all’età adulta giovane sono ancora limitati.
L’allattamento esclusivo al seno potrebbe modulare il rischio di asma e di sensibilizzazione alle IgE attraverso diversi meccanismi: componenti immunitarie del latte (IgA, citochine), influenza sul microbiota intestinale, apporto di oligosaccaridi e acidi grassi a lunga catena.
Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare, in una coorte di nascita ben caratterizzata, se l’allattamento esclusivo per almeno 4 mesi si associasse a: 1) sviluppo di asma fino ai 24 anni; 2) diversi fenotipi di asma nel tempo (transitoria, persistente, a esordio tardivo); 3) sensibilizzazione alle IgE dall’infanzia alla giovane età adulta.
Disegno dello studio
Lo studio si è basato sui dati provenienti da una coorte svedese (BAMSE: Barn/Child, Allergy, Milieu, Stockholm, Epidemiology), che comprende 4089 bambini nati nell’area di Stoccolma e seguiti con questionari e visite cliniche ripetute.
Per l’analisi relativa a questo studio sono stati inclusi 3919 partecipanti con informazioni sull’allattamento al seno raccolte con questionario genitoriale ad 1 anno di età. Circa l’80% dei bambini era stato allattato in modo esclusivo per almeno 4 mesi, con durata media di 5,1 mesi.
I questionari sulle malattie allergiche e sulle esposizioni sono stati somministrati a 1, 2, 4, 8, 12, 16 e 24 anni; gli esami clinici con prelievo ematico per IgE sono stati eseguiti a 4, 8, 16 e 24 anni.
La condizione di asma era soddisfatta se erano presenti almeno due tra tre criteri seguenti: respiro sibilante/difficoltà respiratoria nell’ultimo anno, diagnosi medica di asma, impiego di farmaci antiasmatici nell’ultimo anno.
La sensibilizzazione alle IgE è stata valutata con ImmunoCAP verso allergeni inalanti e alimentari comuni.
L’esposizione principale valutata era rappresentata dall’allattamento esclusivo ≥4 mesi vs <4 mesi.
E’ stata condotta, infine, anche un’analisi di sensibilità che ha escluso 492 bambini con wheeze e/o eczema durante il periodo di allattamento, per ridurre il rischio che i sintomi precoci influenzassero la durata dell’allattamento.
Risultati principali
Associazione con asma nel tempo
La prevalenza di asma si è mantenuta relativamente stabile, dal 13,7% a 4 anni al 13,9% a 24 anni.Nel complesso, l’allattamento esclusivo ≥4 mesi è risultato associato a minori probabilità di asma fino a 24 anni (OR aggiustato: 0,75: IC95%: 0,64–0,87).
Nelle analisi per singola età, l’associazione inversa è risultata statisticamente significativa fino ai 12 anni, mentre a 16 e 24 anni l’effetto si attenuava e non era più significativo, pur restando in direzione protettiva.
Dopo l’esclusione dei bambini con wheeze/eczema durante l’allattamento, l’effetto si rafforzava ulteriormente, con un OR complessivo per asma pari a 0,62 (IC95%: 0,53-0,73).
Quando si è valutata l’incidenza di nuovo asma, l’allattamento esclusivo ≥4 mesi risultava associato ad un minor rischio di esordio di malattia soprattutto a 1 anno, a 8 anni (associazione borderline) e a 12 anni.
Fenotipi di asma e andamento nel tempo
Analizzando le traiettorie di asma dall’infanzia alla giovane età adulta, l’allattamento esclusivo per almeno 4 mesi è risultato inversamente associato sia all’asma transitorio precoce (presente tra 1 e 12 anni ma non oltre) sia, in modo ancora più marcato, all’asma persistente (presente sia tra 1-12 anni sia tra 16-24 anni).
L’OR aggiustato per asma persistente era pari a 0,64 (IC95%: 0,48-0,84), che scendeva a 0,54 (IC95%: 0,4-0,73) nell’analisi di sensibilità.
Per l’asma a esordio tardivo (solo tra 16 e 24 anni) non è stata osservata alcuna associazione protettiva (OR: 1,24; IC95%: 0,76-2,01).
Associazione con sensibilizzazione alle IgE
La sensibilizzazione alle IgE aumentava con l’età, dal 24% a 4 anni al 44% a 24 anni. L’allattamento esclusivo ≥4 mesi era associato ad una riduzione complessiva delle probabilità di sensibilizzazione (OR_ 0,82; IC95%: 0,7-0,96), con associazioni significative a 8 anni (OR:0,8; IC95%: 0,65-0,98) e 16 anni (OR: 0,77; IC95%: 0,64-0,93).L’analisi di sensibilità rafforzava ancora il dato (OR complessivo: 0,72; IC95%: 0,61-0,84).
Considerando congiuntamente asma e sensibilizzazione, l’allattamento esclusivo ≥4 mesi era associato ad un minor rischio di asma allergico a 8 anni (RRR: 0,58; IC95%: 0,4-0,84) e 16 anni (RRR: 0,66; IC95%: 0,47-0,93), mentre non emergevano associazioni per l’asma non allergico.
Impatto potenziale a livello di popolazione
Gli autori hanno stimato la frazione prevenibile tra i non esposti (PFu), utilizzando le stime di rischio di asma a 4 e 24 anni. A 4 anni, il PFu era 0,2: in teoria, 20 casi di asma ogni 100 tra i bambini non allattati esclusivamente potrebbero essere evitati se tutti fossero stati allattati ≥4 mesi. A 24 anni il PFu scendeva a 0,13, corrispondente a 13 casi prevenibili ogni 100.
Implicazioni cliniche
Questo studio, grazie al follow-up prolungato e alla raccolta prospettica dei dati su allattamento e asma, rafforza il messaggio che l’allattamento esclusivo nei primi 4 mesi di vita si associa ad un minor rischio di asma infantile e di asma persistente, oltre che a una minore sensibilizzazione IgE.
Il beneficio non è sufficiente a prevenire tutti i casi, ma rappresenta un tassello importante in una strategia di prevenzione multifattoriale.
Per pediatri e medici di medicina generale, i risultati offrono un argomento aggiuntivo a sostegno delle raccomandazioni OMS ed europee che promuovono l’allattamento esclusivo per almeno 4-6 mesi. L’informazione ai genitori può sottolineare non solo i benefici nutrizionali e infettivologici, ma anche la possibile riduzione del rischio di asma e allergia, specie nei bambini con familiarità atopica.
Limiti dello studio
Nonostante i punti di forza – disegno prospettico di coorte, dimensioni del campione, impiego combinato di questionari e IgE sieriche – lo studio presenta alcuni limiti.
In primis, L’asma è stato definito su base auto- o etero-riferita, sebbene con criteri validati; residui di confondimento sono possibili, anche dopo l’aggiustamento per numerosi fattori familiari e ambientali.
Il rischio di “reverse causation”, cioè che sintomi precoci inducano le madri a prolungare l’allattamento, è stato affrontato ma non eliminato del tutto, nonostante l’analisi che escludeva i bambini con wheeze/eczema durante l’allattamento.
Inoltre, lo studio ha preso in considerazione una coorte svedese, con tassi di allattamento molto elevati rispetto ad altri Paesi europei; ciò può limitare l’applicabilità dei risultati in contesti con pattern di allattamento diversi o con forte disuguaglianza socio-economica.
Resta infine non del tutto chiaro quali componenti del latte materno siano responsabili dell’effetto protettivo osservato.
Bibliografia
Kull I, et al. Breastfeeding is inversely associated with asthma and IgE sensitisation up to young adulthoodJ Allergy Clin Immunol. 2026;doi:10.1016/j.jaci.2025.12.1011.
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