Condannati dodici militanti di Casapound per l’aggressione del 2018


Per il Tribunale sono colpevoli dei reati di riorganizzazione del partito fascista e di manifestazione fascista

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Colpevoli dei reati di riorganizzazione del partito fascista e di manifestazione fascista. Con queste motivazioni il Tribunale di Bari ha condannato dodici militanti di Casapound. Sette dei dodici condannati sono stati riconosciuti anche colpevoli di lesioni personali nei confronti delle vittime dell’aggressione che ha dato origine al procedimento. Tutti, hanno subito inoltre la privazione dei diritti politici per cinque anni.

I FATTI

La sentenza fariferimento ad un episodio avvenuto il 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà di Bari, quando alcuni militanti di CasaPound aggredirono manifestanti antifascisti che tornavano da un corteo. La manifestazione era stata organizzata in occasione della visita a Bari dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini. La sentenza, per molti storica, ha scatenato reazioni politiche nelle opposizioni: i deputati di Pd, M5s e Avs hanno chiesto al ministro Piantedosi di riferire in Aula su quanto è avvenuto e di attivarsi per sciogliere, quella da molti, è definita un’organizzazione neofascista.

BONELLI: ALLEATI DI VANNACCI E FORSE DOMANI DI MELONI, SCIOGLIERLA

“La condanna di tredici militanti di Casapound da parte del Tribunale di Bari per accoltellamento e per riorganizzazione del partito fascista conferma ciò che denunciamo da anni: Casapound è un’organizzazione neofascista e violenta, non un centro culturale. Chiediamo lo scioglimento immediato di Casapound e l’immediato sgombero dell’immobile di proprietà dello Stato che occupa a Roma. Non è tollerabile che un’organizzazione che si richiama al fascismo continui a usufruire di spazi pubblici. Le dichiarazioni di Vannacci, che ha parlato di ‘porte aperte’ a Casapound, sono un fatto politico gravissimo. E la destra meloniana, tenendo aperte le porte a Vannacci, finisce per legittimare quell’area neofascista. Oggi è un’alleanza politica dichiarata, domani potrebbe diventare un asse organico con pezzi della maggioranza. La sentenza di Bari è un punto fermo. Ora la politica e il governo devono scegliere da che parte stare: con la Costituzione antifascista o con chi la calpesta e fa i pestaggi”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.

BOLDRINI: PIANTEDOSI LA SCIOLGA E SGOMBERI SEDE OCCUPATA

“Adesso che perfino un tribunale, quello di Bari, ha condannato CasaPound per ‘riorganizzazione del disciolto partito fascista’, cosa aspetta Piantedosi a sciogliere l’organizzazione? E cosa aspetta a sgomberare la sede occupata abusivamente a Roma dove vivono perfino le famiglie dei dirigenti di questa formazione? Quando due settimane fa, grazie a un deputato della Lega, il leader di CasaPound stava per entrare alla Camera insieme a rappresentanti di altre formazioni neonaziste e neofasciste per fare una conferenza stampa e noi deputate e deputati dell’opposizione abbiamo impedito questo sfregio, ci siamo sentiti dare dei ‘mafiosi’. Come dimostra la sentenza di Bari, stavamo semplicemente tutelando la Costituzione e le istituzioni della Repubblica. Abbiamo fatto la cosa giusta, l’unica possibile”. Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

COSTA (M5S): LA COSTITUZIONE NON È NEGOZIABILE

“La sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato 12 militanti di CasaPound per riorganizzazione del disciolto partito fascista e per lesioni è un segnale importante. La nostra Costituzione nasce dalla Resistenza e dall’antifascismo: chi calpesta quei valori deve sapere che lo Stato democratico sa rispondere con fermezza”. Lo dice Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei deputati. “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia, mai. Nel settembre 2018, nel quartiere Libertà di Bari, cittadini che esercitavano il proprio diritto a manifestare pacificamente furono aggrediti con violenza. Oggi la giustizia ha fatto il suo corso e ha riconosciuto la gravità di quei fatti, ma questa vicenda ci ricorda che la minaccia non è relegata ai libri di storia: è concreta, è attuale, ed è tra noi. Ogni episodio di violenza politica di matrice fascista è un attacco all’intera comunità democratica e non può essere derubricato a semplice fatto di cronaca. Non si deve arretrare di un millimetro nella difesa della libertà e della democrazia. La nostra Costituzione vieta espressamente la ricostituzione del partito fascista: non è un suggerimento, è un obbligo della Repubblica. Chiedo a tutte le forze politiche di non sottovalutare questi fenomeni e di lavorare insieme perché i principi fondamentali della nostra Carta non vengano mai messi in discussione”, conclude Costa.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)