Un’originale rivisitazione di una “canzone napoletana” ampia e plurale, da Libero Bovio a Peppino Di Capri, da Sergio Bruni a Pino Daniele
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Gnut è uno dei più originali cantautori italiani, autore di un suono in cui si fondono molteplici ascendenze musicali, accarezzate dal tono discreto e conturbante della lingua nativa. Pioniere nell’utilizzo dell’elettronica applicata al suo organetto “preparato”, Alessandro D’Alessandro è uno dei musicisti più innovativi della scena nazionale. Si sono incontrati quasi per caso, all’interno di una residenza artistica promossa da Toscana Produzione Musica, per ritrovarsi accomunati dall’amore per le stesse canzoni che in questo loro disco, Dduje paravise, pubblicato da Squilibri, hanno rivisitato con la leggerezza e l’allegria con cui si scorre un album di ricordi: una costellazione di voci che, da Libero Bovio a Peppino Di Capri, da Sergio Bruni a Pino Daniele, da Carosone a Roberto De Simone, rappresentano anche la loro personale idea di una più ampia tradizione denominata “canzone napoletana”.
Grandi classici come Carmela, Maruzzella, E ccerase e Silenzio cantatore si alternano così a canzoni più recenti come Villanella di Cenerentola (scritta da De Simone per La gatta cenerentola), e Cammina cammina di Pino Daniele fino alla trasfigurazione nelle forme di una moderna ballad di un brano, E mo’ e mo’, portato a Sanremo nel 1985 da Peppino Di Capri. A questi brani si aggiungono, quasi per filiazione, anche due inediti, scritti a quattro mani dai due autori, Sott’o muro e Tutto o niente¸ una trasposizione per solo organetto de La nova gelosia nella versione di Fabrizio De André e una traduzione in napoletano di Manha de carnaval di Luiz Bonfà, a indicare anche le affinità con altri sud del mondo. A chiudere il cerchio, due ospiti d’eccezione come Tosca ed Enzo Gragnaniello che duettano con Gnut in due brani, intrecciando le loro voci con le sonorità realizzate assieme ad Alessandro D’Alessandro.
Per voce, chitarre, organetto “preparato” ed elettronica, un disco che non mancherà di stupire ed emozionare per l’estro e la fantasia, la libertà e la discrezione di un’originale approccio alla tradizione