Allarme Emergency: in Ucraina continua il grande freddo, Donetsk a -20°


Secondo Emergency anziani e disabili rinunciano a evacuare verso zone più sicure e restano nei villaggi isolati, in difficoltà anche per mancanza di cibo e riscaldamento

freddo

In queste settimane, in Ucraina, le temperature sono scese fino a -20 gradi. Il gelo sta paralizzando anche la regione di Donetsk: a dare l’allarme è Emergency, in una nota.

«Con un freddo così intenso, molte persone – soprattutto anziani e persone con disabilità – rinunciano a evacuare verso zone più sicure, aumentando il rischio di rimanere vittime degli attacchi», racconta Luca Rifiorati, Coordinatore del nostro progetto in Ucraina.

In Ucraina, quasi 11 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria e l’inverno non fa che aggravare una situazione già drammatica. «Le infrastrutture energetiche, diventate bersagli sistematici degli attacchi, hanno causato blackout elettrici e interruzioni della fornitura di luce, acqua e gas. Il freddo, di fatto, si sta trasformando in una vera e propria arma di guerra contro la popolazione civile».

Le conseguenze sulla quotidianità dei civili

In Ucraina, dove garantiamo l’accesso a cure mediche di base nelle zone più isolate e colpite dalla guerra, raggiungere le persone direttamente nelle loro abitazioni ci permette di entrare a contatto con i loro bisogni, di ascoltarle, ma anche di offrire conforto e vicinanza in questo momento di paura e abbandono.

Tra le storie che ascoltiamo dai nostri pazienti, c’è quella di una di signora che vive da sola, di oltre 70 anni: ci ha raccontato che il riscaldamento non funziona più e di notte è costretta a dormire con il cappotto. Con il freddo e le sue gambe malate non ce la farebbe a camminare per chilometri per raggiungere qualche rifugio antiaereo.

Un altro ci racconta che quando viene a mancare l’elettricità non può lavarsi o cucinare perché viene a mancare anche l’acqua. Senza nessuna fonte di calore, il freddo entra ovunque e i bambini si ammalano facilmente.

In queste condizioni, le loro case si trasformano in luoghi freddi e bui.

La quotidianità, già stravolta dall’impatto della guerra sui servizi essenziali, è segnata da razionamenti e precarietà, che alimentano un senso costante di incertezza, tensione ed estrema vulnerabilità, senza più difese contro il gelo, la paura e l’attesa di ennesimi attacchi.