“Trilogia dell’avanguardia” arriva al Teatro Hamlet


La Compagnia Hangar Duchamp presenta al Teatro Hamlet di Roma nei giorni sabato 7 e domenica 8 marzo 2026 il progetto “Trilogia dell’Avanguardia”

trilogia dell'avanguardia

La Compagnia Hangar Duchamp presenta al Teatro Hamlet di Roma nei giorni sabato 7 e domenica 8 marzo 2026 il progetto “Trilogia dell’Avanguardia”, spettacolo/performance che rappresenta la sintesi e la realizzazione della sua ricerca dal 2017 ad oggi. Tre avanguardie, tre spettacoli nello stesso giorno, con lo stesso cast, nello stesso luogo e per lo stesso pubblico. In accoglienza e negli intervalli gli spazi comuni del teatro sono abitati da una serie di performance e letture dedicate al capitolo successivo, animate dalla sezione under 30 della compagnia, l’Hangar Lab.

Alle ore 18:00 il primo movimento di questa sinfonia teatrale, il capolavoro dada “Il Cuore a Gas” di Tristan Tzara.
Alle ore 19:30 il secondo movimento, con la commedia surrealista “Le Mammelle di Tiresia”, di Guillaume Apollinaire.

Alle ore 21:00 il terzo e conclusivo movimento con la metafisica di Alberto Savinio e il suo “Capitano Ulisse”.

La linea che collega Dadaismo, Surrealismo e Metafisica è una delle più marcate della storia dell’arte e la connessione meno conosciuta tra queste meravigliose esperienze è proprio il teatro. Conosciamo queste avanguardie per quello che vediamo nei musei, Hangar Duchamp vuole portare a conoscenza un altro aspetto di queste realtà, fornire uno sguardo diverso ed alternativo attraverso una mini maratona teatrale, un’esperienza di intrattenimento totale, un percorso nella storia e nell’arte del novecento alla riscoperta di contenuti e concetti che sono decisamente attuali, dalla ribellione ai limiti imposti dalla società all’affermazione dell’identità di genere, dal valore della memoria e del ricordo alla rivolta contro qualunque convenzione e accademismo. I sottotitoli di ogni movimento (potere all’oggetto, potere all’azione, potere al corpo) rimarcano la ricerca registica ed attoriale che ha ispirato il relativo capitolo.

Movimento 1. Dada. IL CUORE A GAS | potere all’oggetto
Rumore bianco teatrale, così è stato definito questo folle copione di Tristan Tzara rappresentato per la prima volta, in pieno contrasto con le convenzioni e gli accademismi del suo tempo, nel 1921 a Parigi. Occhio, Bocca, Orecchio, Naso, Sopracciglio e Collo vivono, dialogano ed interagiscono all’interno di un mondo irreale, fuori dal tempo e dallo spazio. L’autore stesso descrive la sua opera come una commedia ed in effetti ne ha gran parte delle caratteristiche, da una discreta ed intelligente comicità all’immancabile lieto fine, se non fosse che il testo non ha una narrazione chiara, che la storia, di fondo, sembrerebbe non esistere e che i dialoghi sono apparentemente sconnessi e privi di qualunque logica. L’interpretazione di Hangar Duchamp prevede l’aggiunta ai personaggi originari di Didascalia, una personificazione delle geniali note a margine dell’autore. I protagonisti vengono interpretati come esseri privati della funzionalità legata al proprio nome, per autodifesa ma forse anche come una forma di timida autoaffermazione. Tutto sembra destinato alla noia, alla ripetitività, in questo strano mondo, a meno che non ci sia chi decida di ribellarsi, ad esempio innamorandosi, mostrando come spesso, la propria infelicità sia causata da costrizioni e limiti masochisticamente autoimposti. “Si tratta dell’unica e della più grande truffa del secolo in tre atti.”

Movimento 2. Surrealismo. LE MAMMELLE DI TIRESIA | potere all’azione
A Zanzibar, rappresentazione della Francia di inizio Novecento, Teresa abbandona il marito, uomo greve e prepotente, per assumere un’identità maschile, lasciando volar via le proprie mammelle: si chiamerà Tiresia. Il marito, solo e abbandonato, si troverà costretto ad assumere un’identità femminile per sobbarcarsi i compiti dovuti al ruolo di moglie e donna, compresa la maternità. Metterà al mondo, in un sol giorno, 49.051 bambini. L’uomo diventerà una madre ambiziosa, tanto da far innamorare un autoritario e virile Gendarme e da attrarre le attenzioni della stampa. “Le Mammelle di Tiresia” può essere considerato l’atto iniziale del Surrealismo, la stessa parola “surrealista” fu infatti un neologismo coniato da Apollinaire per descrivere questa opera, caratterizzata da sorprese linguistiche, tra mitologia e innovazione. La regia di Andrea Martella interpreta la narrazione in modo fluido, spingendo sul pedale della comicità, eleggendo a filo conduttore il mondo infantile, così presente nel testo originale.

Movimento 3. Metafisica. CAPITANO ULISSE | potere al corpo
Scritta nel 1925 per l’effimero Teatro d’Arte di Pirandello e rappresentata per la prima volta solo nel 1938, in un clima definito “ostile”, questa visione di Ulisse filtrata dalla lente deformante di un grande artista ed intellettuale del Novecento ha conosciuto, fino ad oggi, un quasi totale oblio. Ulisse è per Savinio un uomo sfinito, svuotato, un anti-eroe che non è in grado di prendere in mano la sua vita, soprattutto quella sentimentale, diviso com’è nel rapporto con tre donne che sembrano a lui la stessa persona. Andrea Martella opera una riduzione dal testo originale, isolando il nucleo relativo al rapporto tra Ulisse e le tre donne della sua vita, epicentro emotivo di tutta la sua avventura. La sua regia proietta l’azione dentro la mente del protagonista, rappresentata come un carcere di massima sicurezza all’interno del quale Circe, Calipso e Penelope sono incatenate, prigioniere dell’incubo ricorrente di un uomo disturbato e confuso, recluso lui stesso nel proprio caos psicologico, alimentato anche da altre presenze che si aggirano in modo poco nitido nei suoi ricordi, dalla dea Minerva ai marinai della sua nave. Il contatto col pubblico avviene attraverso un personaggio fulminante e geniale, lo spettatore, portatore sano di una sottile ed inaspettata comicità.

Negli intervalli performance a cura di Hangar Lab