Referendum Giustizia, oggi riunione del Cdm. I promotori: “Il governo cambi data”. La discussione sul tema arriva dopo l’ordinanza della Corte di Cassazione che ha ammesso il nuovo quesito riformulato da 15 giuristi
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Si svolgerà alle 12 di oggi il Consiglio dei Ministri sul tema del referendum sulla Giustizia all’indomani dell’ordinanza della Corte di Cassazione che ha ammesso il nuovo quesito riformulato da 15 giuristi. La decisione della Cassazione e la discussione di oggi potrebbero portare allo slittamento della due giorni di voto fissata per il 22 e il 23 marzo.
PROMOTORI FIRME: “CASSAZIONE CONFERMA RICHIESTA, GOVERNO CAMBI DATA”
“In qualità di promotori della raccolta di firme per l’indizione del referendum sul testo della legge di revisione costituzionale pubblicato nella G.U. n. 253 del 30.10.2025 accogliamo con grande soddisfazione la decisione dell’Ufficio Centrale per il Referendum della Corte di Cassazione che ha ritenuto legittima la nostra richiesta e che ha riformulato il quesito referendario, facendo espresso riferimento alle norme che il testo della legge costituzionale ha modificato”. Lo dichiarano in una nota i 15 giuristi promotori della raccolta di 500mila firme per l’indizione del referendum sulla riforma della Giustizia.
Tale decisione, sottolineano, “è una conferma sia della utilità e della correttezza della nostra iniziativa, sia della necessità di fornire agli elettori la indicazione degli articoli della Costituzione che il testo approvato e sottoposto a referendum intende modificare, e sui quali è richiesto il loro voto ed una loro consapevole riflessione”.
“Siamo, pertanto, molto soddisfatti del complessivo risultato raggiunto, già preceduto dalla risposta positiva dei 546.463 cittadini che hanno firmato, ed ai quali è rivolto il nostro ringraziamento per l’impegno mostrato in difesa della Costituzione: ciò rappresenta motivo di orgoglio, sia rispetto all’obiettivo di sollecitare la massima partecipazione alla vita civile, sia rispetto alla esigenza di diffondere una corretta informazione sulla reale ricaduta negativa che la riforma sottoposta a referendum potrebbe avere sull’equilibrio dei poteri dello Stato e sulla giustizia. Restiamo in fiduciosa attesa della decisione del Consiglio dei ministri in merito alla fissazione della nuova data del referendum”, conclude la nota.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)