Un tempo che misura i luoghi si inserisce nel percorso di collaborazione avviato da tempo tra Tricromia e Simone Massi
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Illustratore, autore e regista, Massi è riconosciuto a livello internazionale per i suoi cortometraggi pluripremiati e per una ricerca che rappresenta una delle più alte espressioni della tradizione artigianale dell’animazione frame by frame, di cui è oggi tra i più autorevoli continuatori. Il suo segno, preciso e radicale, scava la superficie del foglio dando forma a paesaggi, volti e tensioni emotive di grande forza evocativa.
Alcuni dei suoi disegni sono stati recentemente posti in dialogo con le fotografie di Mario Giacomelli nella mostra Passaggi. Mario Giacomelli e Simone Massi, allestita a Fabriano negli spazi di Zona Conce. Un confronto tra due poetiche accomunate dall’idea di movimento dell’immagine: latente nella fotografia di Giacomelli, incisivo e amplificato nei lavori di Massi.
Un tempo che misura i luoghi si inserisce nel percorso di collaborazione avviato da tempo tra Tricromia e Simone Massi, iniziato con il libro d’artista Scene dentro noi, progetto ispirato al suo universo cinematografico, con prefazione di Luca Raffaelli. Un lavoro compatto e coerente, attraversato da un segno essenziale, intenso e misurato, che restituisce un senso di rigore e concentrazione quasi ascetici.
Il lavoro grafico di Massi è profondamente legato alla sua terra d’origine: le colline marchigiane tra il mare Adriatico e l’Appennino, in particolare la Valle del Cesano e i territori tra le province di Ancona e Pesaro Urbino. Nei suoi disegni prende forma una comunità umana connessa al lavoro agricolo e alla cura del paesaggio, una popolazione che ha trasformato l’ambiente nel corso dei secoli, fino alla crisi e al superamento di un sistema tradizionale.
Le figure contadine, ricorrenti nella sua iconografia, diventano depositarie di memoria e identità. Il tratto scuro e profondo – simile alla grafite o al carbone – è al tempo stesso fluido e ruvido, capace di espandersi, deformarsi e rigenerarsi. Le narrazioni visive si collocano in un tempo che richiama il Novecento, insieme storico e simbolico, attraversato da valori come il lavoro manuale, il rapporto con la terra, il passaggio tra generazioni e la resistenza.
Le opere animate di Massi descrivono un universo di presenze compatte e silenziose, figure immobili e radicate nella loro fisicità, che tuttavia sembrano sottrarsi alla gravità, muovendosi in una dimensione sospesa, simile a quella del sogno o del ricordo. Spazio e tempo si dissolvono in una temporalità ciclica, assoluta, senza inizio né fine.