“Niente inno d’Italia e poesia in arabo”: Ghali si infuria per le Olimpiadi Milano Cortina


Olimpiadi Invernali 2026, “Niente inno d’Italia e poesia in arabo”: Ghali si sfoga alla vigilia della cerimonia d’apertura (ma lui ci sarà)

ghali

“So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero”: contro “il Gran Teatro” delle Olimpiadi si scaglia Ghali, proprio chi, domani sera, salirà sul palco tra gli ospiti della Cerimonia di apertura della manifestazione sportiva internazionale, insieme ad artisti dal calibro di Mariah Carey, Laura Pausini Andrea Bocelli. Il rapper milanese ha così condiviso sui social il suo pensiero alla vigilia dell’attesissimo evento di San Siro, una riflessione scritta in italiano, inglese e arabo, lingua dei suoi genitori, di origine tunisina.

“LA LINGUA ARABA ALL’ULTIMO ERA DI TROPPO”

“A tutti- esordisce- Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato”, scrive su Ig. E prosegue: “So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo- puntualizza- So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore”. E conclude: “So che è tutto un Gran Teatro”.

“L’ARMONIA” INCRINATA

Insomma, Ghali non annuncia eclatanti ritiri, ma butta la patata bollente di fatto poche ore prima della sua presenza tra gli ospiti selezionati a partecipare alla cerimonia inaugurale dei Giochi. Le motivazioni che hanno portato a inserirlo nella lista degli ospiti sono riportate sul sito di Milano Cortina 2026: “Artista capace di muoversi con naturalezza tra mondi diversi, unendo linguaggi, sensibilità e immaginari, Ghali ha costruito un percorso che fa dell’incontro tra differenze il proprio tratto distintivo”, spiega l’organizzazione. “Un approccio- prosegue- che dialoga in modo profondo con il concetto di Armonia, cuore narrativo della Cerimonia di Apertura Olimpica e chiave di lettura dei Giochi di Milano Cortina 2026”. Un’Armonia che in qualche modo viene incrinata dallo sfogo di questa sera in cui lamenta di non aver potuto cantare l’inno nazionale, non aver potuto leggere una poesia sulla pace in arabo e ancora, non manca di dire che la sua voce è stata “corretta” e che il suo pensiero non può essere espresso . Non la chiama censura, ma è chiaro che è quello a cui si riferisce.

I ‘PRECEDENTI’

Il cantante milanese non è nuovo alle polemiche: al Festival di Sanremo del 2024 parlò di genocidio del popolo palestinese- e fu tra i primi a farlo- scatenando diversi malumori. Già pochi giorni fa il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, aveva messo le mani avanti sulla sua partecipazione, richiamandolo alle regole di ingaggio “centrate sul rispetto”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)