Scudo penale, cosa cambia davvero: chi non sarà più “indagato” e come funzionano le nuove tutele. La nuova norma sulla gestione dei procedimenti penali prevista dal Dl sicurezza
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Non uno “scudo penale”, ma un cambio di impostazione nella fase iniziale delle indagini. È questa la linea tracciata dal governo con la nuova norma sulla gestione dei procedimenti penali nei casi in cui emerga una evidente causa di giustificazione, come la legittima difesa o l’uso legittimo delle armi da parte delle forze dell’ordine.
COSA CAMBIA CON LA NUOVA NORMA
Il punto centrale è la creazione di un percorso separato per chi si trova coinvolto in un fatto penalmente rilevante ma presenta fin da subito elementi chiari di giustificazione. In questi casi, la persona non viene iscritta nel registro ordinario degli indagati, ma in un modello parallelo a disposizione del pubblico ministero.
“Non si tratta di impunità – ha spiegato Nordio – ma di evitare che chi ha agito legittimamente subisca immediatamente le conseguenze formali e personali dell’iscrizione come indagato”.
Sarà comunque il magistrato, sulla base delle informative delle forze dell’ordine, a valutare se la causa di giustificazione sussista davvero e se confermare o meno questo percorso.
LEGITTIMA DIFESA E USO DELLE ARMI
La norma individua con chiarezza le cause di giustificazione. Per le forze dell’ordine si fa riferimento all’uso legittimo delle armi in servizio; per i cittadini comuni si tratta di un’estensione operativa della disciplina sulla legittima difesa.
In concreto, un cittadino che reagisce a un’aggressione o un agente che interviene in una situazione di pericolo non verrebbe più automaticamente qualificato come indagato, pur restando oggetto di verifiche giudiziarie.
LO SCUDO PER I MEDICI
Uno dei settori per i quali la norma avrà applicazione immediata è quello sanitario. “Pensiamo soprattutto ai medici – ha spiegato il ministro della Giustizia Carlo Nordio – che, nell’esercizio della professione, si trovano spesso coinvolti in procedimenti penali anche in presenza di condotte giustificate”.
Anche in questi casi, l’iscrizione avverrà nel registro speciale, con l’obiettivo di evitare un’esposizione giudiziaria anticipata laddove emerga una causa di giustificazione.
LE GARANZIE RESTANO
Pur senza la qualifica formale di indagato, la persona iscritta nel registro speciale mantiene tutte le garanzie difensive: potrà nominare un avvocato, partecipare agli atti irripetibili, intervenire in caso di perizie, autopsie o incidenti probatori.
I tempi sono definiti: se non servono ulteriori accertamenti, il pubblico ministero avrà 30 giorni per chiedere l’archiviazione; se sono necessari approfondimenti tecnici, il termine potrà arrivare fino a 120 giorni, prorogabili a 150.