Strage Crans Montana, i coniugi Moretti scrivono ai dipendenti


Strage di Capodanno Crans Montana, i Moretti scrivono ai dipendenti: “Siamo legati allo stesso destino, non vi abbandoneremo”

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“Eravate i nostri protetti e lo siete ancora. Ci assumiamo questa responsabilità senza in alcun modo cercare di scaricarne la colpa su di voi”: in una lettera di due pagine, Jessica e Jacques Moretti, titolari del bar “Le Constellation” di Crans Montana, un mese dopo l’incendio in cui hanno perso la vita 41 giovanissimi e ne sono rimasti feriti 115, per la prima volta rompono il silenzio e provano a tendere la mano ai propri dipendenti. Di fatto, la lettera arriva dopo giorni di accuse reciproche in cui i Moretti- principali indagati per la strage di Capodanno- non hanno mancato di scaricare colpe per l’accensione del rogo sui loro lavoratori e viceversa, i sopravvissuti hanno iniziato a raccontare la propria versione sulla gestione della sicurezza del locale, divergente dalla loro.

BASTA CON IL SILENZIO, IL PERCHÈ DELLA LETTERA

La lettera di due pagine è stata spedita ieri, mercoledì 4 febbraio, al team de Le Constellation, a rivelarlo le testate Franceinfo e l’emittente svizzera Rts. Nella missiva i Moretti spiegano ai dipendenti di aver deciso di rompere un “silenzio che gli è stato imposto”, perché ora ritengono loro dovere “alleviare il vostro dolore”.
Sottolineano quindi che il silenzio non è stata una loro scelta: “A causa delle indagini in corso, siamo stati costretti ad astenerci dall’esprimervi le nostre più sentite condoglianze” e definiscono l’impossibilità di poter comunicare “incredibilmente pesante e dolorosa”. Poi ricordano le vittime: “Piangiamo anche coloro che non sono più con noi, con immenso dolore”. Tra chi ha perso la vita la notte di capodanno ci sono infatti anche dei dipendenti dei Moretti: Cyane Panine, la loro cameriera; poi Stéphane, guardia giurata, e il Dj Matéo Lesguer. “Il sospetto di collusione nei nostri confronti ci ha costretto a troncare ogni legame, rendendo il calvario ancora più insopportabile”, proseguono.

“PROFONDAMENTE FERITI DALLE VOCI DIFFAMATORIE”

Cercano poi in qualche modo di calmare gli animi, negando di aver voluto scaricare responsabilità: “Eravate i nostri protetti e lo siete ancora. Nemmeno per un attimo avremmo potuto immaginare una simile tragedia”, sottolineano. I Moretti puntano quindi il dito sulle ‘voci diffamatorie’ circolate sui media. “Siamo rimasti profondamente feriti dalle numerose voci diffamatorie diffuse”, spiegano infatti, citando in particolare quella che attesterebbe la fuga di Jessica con il ricavato della serata. “Una delle più spregevoli è stata la sua fuga immediata, cassa in mano- scrivono infatti- noi invece eravamo lì, di fronte al caos”.

I due indagati assicurano quindi collaborazione con la giustizia: “Continueremo a collaborare pienamente e a rispondere a tutte le domande al meglio delle nostre capacità”. Auspicano quindi che “l’indagine riveli la verità” e assicurano di aver fiducia nella giustizia” . Jessica e Jacques concludono con una promessa: “Non vi abbandoneremo. Siamo legati a questo stesso destino e faremo tutto il possibile per sostenervi”.

L’ACCUSA DEL BARMAN GAETAN: “MAI AVUTO ISTRUZIONI IN CASO DI PERICOLO”

La lettera rappresenta di fatto un tentativo di riconciliazione con i propri dipendenti che, mano a mano che sono stati dimessi dagli ospedali, hanno iniziato a parlare con la stampa e a segnalare situazioni-limite, se non vere e proprie violazioni degli standard di sicurezza nei locali dei Moretti. Nei giorni scorsi France Television ha intervistato il barman Gaëtan, tornato nel suo paese di origine, nella Francia del sud, una volta dimesso dall’ospedale di Losanna dove è stato in coma per quasi 10 giorni. Il 28enne francese era al lavoro anche la sera di Capodanno: “Non abbiamo mai ricevuto istruzioni su questa porta di sicurezza, né su cosa fare in caso di pericolo, come un incendio o qualsiasi altro problema che potrebbe sorgere”, ha denunciato nel corso dell’intervista.

L’INTERVISTA A JESSICA: “TROPPE BUGIE, MAI SCAPPATA CON LA CASSA”

“Sono state dette tante bugie, troppe. Tra queste, che io sarei scappata con la cassa, è falso. Non sono mai scappata. E non scappo nemmeno ora, perché voglio la verità”: queste le parole che Jessica Moretti ha rilasciato in una breve intervista riportata dal Corriere della Sera. La comproprietaria del Les Constellation è stata intercettata oggi, giovedì 5 febbraio, in un bar fuori dal commissariato di Sion, dove si è presentata alle audizioni in corso. “Capisco la rabbia delle vittime, la comprendo- sono le sue parole- Ma l’indagine accerterà la verità. E la verità aiuterà anche loro”. Ha poi assicurato la sua volontà di collaborare con gli inquirenti per arrivare alla verità. Poi sulla lettera inviata ai dipendenti: “Siamo completamente isolati e questo ha creato molti malintesi e bugie. Era importante per noi mettere le cose in chiaro. La lettera era l’unico modo per esprimerci- spiega- Ed è stato un modo per dire loro che non li abbiamo dimenticati e che tutto ciò che viene detto è completamente falso”.

IL 19 FEBBRAIO A BERNA VERTICE MAGISTRATI ITALIANI-SVIZZERI

Jessica e Jacques Moretti sono indagati per la strage di Capodanno, entrambi a piede libero, dopo che è stata versata la cauzione di 400 mila franchi. Una settimana fa sono stati iscritti al registro degli indagati anche il responsabile della sicurezza pubblica del Comune svizzero e il suo predecessore. I coniugi saranno nuovamente interrogati dagli inquirenti vallesani la prossima settimana, mentre per il prossimo 19 febbraio è atteso l’incontro a Berna tra magistrati svizzeri e quelli italiani della procura di Roma, impegnati sul filone italiano dell’inchiesta. La conferma è arrivata dall’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)