Piantedosi: “Per arginare i violenti serve il fermo preventivo”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, intervenuto al Senato dopo gli scontri di Torino. L’obiettivo, ha spiegato, è dotare lo Stato di strumenti in grado di ‘giocare d’anticipo’
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“È arrivato il momento di stabilire una chiara demarcazione: da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere del tutto pacifiche e legittime, nell’interesse di chi le organizza e di chi vi partecipa. Serve una norma che consenta un vero ed efficace intervento preventivo”.
Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto al Senato dopo gli scontri di Torino. L’obiettivo, ha spiegato, è dotare lo Stato di strumenti in grado di ‘giocare d’anticipo’, impedendo l’azione di chi è già noto per comportamenti violenti.
“Per arginarli ci vuole un fermo preventivo. Il Governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire”. Un percorso che, secondo il ministro, deve vedere il contributo responsabile di tutte le componenti istituzionali, politiche e sociali.
“GRAVI E STRUMENTALI ACCUSE ALLE FORZE DELL’ORDINE”
Il titolare del Viminale ha quindi respinto con fermezza le critiche rivolte alla gestione degli scontri. “Su alcuni organi di stampa, ho sentito ipotizzare una gestione impreparata dell’ordine pubblico o addirittura un uso eccessivo della forza. Respingo queste ipotesi con la massima decisione”. Una difesa che, ha chiarito, non riguarda la figura del ministro, ma “il lavoro e la professionalità di decine e centinaia di prefetti, questori e dirigenti di polizia, che hanno operato anche a rischio della propria incolumità”.
Infine, Piantedosi ha definito “grave e strumentale” l’idea che le violenze siano state in qualche modo tollerate o organizzate per favorire l’introduzione di nuove norme. “È un’insinuazione indegna e priva di qualsiasi riscontro nella realtà”, ha detto, ricordando come “le violenze di matrice antagonista non nascano con l’attuale Governo”. Da oltre trent’anni, ha concluso, episodi simili si ripetono ciclicamente, cambiando temi ma non metodo: “Cambiano le argomentazioni (Tav, Tap, Expo, ambientalismo, immigrazione, Medio Oriente) ma il metodo squadrista resta sempre lo stesso”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)