Aperta la 145esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale. Malagò: “Messaggio di pace risuonerà nel mondo”

Al Teatro alla Scala di Milano, è stata inaugurata la 145^ Sessione del Comitato Olimpico Internazionale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato, accompagnato dalla Presidente del CIO, Kirsty Coventry, è stato accolto dal Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e dal Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina, e ha ricevuto i saluti del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e della Vice Presidente del Senato, Licia Ronzulli. Il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio ha partecipato alla cerimonia insieme al Segretario Generale e Capo Missione dell’Italia Team agli imminenti Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Carlo Mornati. Tra i presenti anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi e il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò.
Dopo l’esecuzione dell’Inno Olimpico e dell’Inno di Mameli da parte dell’Orchestra del Teatro alla Scala diretta dal Maestro Riccardo Chailly, il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio è stato il primo a prendere la parola: «Il padre fondatore dell’olimpismo, il Barone Pierre de Coubertin, sosteneva che ‘Ospitare i Giochi Olimpici significa rievocare la storia’. E noi venendo qui, al Teatro alla Scala, uno dei teatri lirici più antichi, iconici e prestigiosi del mondo, in un luogo che profuma di storia, non possiamo perciò dimenticare che i Giochi Olimpici sono figli di quei Giochi Panellenici dell’Antica Grecia che erano un connubio di gare e di musica, dove le performance atletiche si integravano con elementi lirici e teatrali, dove l’epinicio era il canto lirico che celebrava gli atleti vincitori. Quindi il connubio lirica e sport ha quasi tremila anni di vita. La storia non è semplicemente un ricordo, è vivere. Lo sport è Il faro dell’eccellenza e dell’unità, dove l’antica Tregua Olimpica imponeva agli stati in guerra di mettere da parte i conflitti in nome della pace e di una competizione leale. Purtroppo l’attualità invece ci avvolge nell’incertezza, ma il movimento olimpico deve ergersi come un faro eterno di pace, di unità e di sconfinato spirito di umanità. Ancora una volta, come ha ricordato il Santo Padre, anche noi sottolineiamo che lo sport può costruire ponti dove altri innalzano barriere, ma come abbiamo visto in questi giorni, di fronte alle più disparate turbolenze, la Fiamma Olimpica non trema, anzi, sempre più luminosa, ci invita ad abbracciarci, ad unirci e a non dividerci. Lo sport deve promuovere, con sempre maggiore impegno, l’universalità dei suoi valori e ispirare le nuove generazioni verso un futuro migliore, con stili di vita che promuovano il rispetto, l’inclusione e la resilienza».

La Presidente del CIO, Kirsty Coventry ha definito la presenza alla cerimonia odierna «un’emozione profonda a pochi giorni dai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026» rivolgendo poi «un sentito ringraziamento all’Italia per l’accoglienza così calorosa in questo luogo magnifico: il Teatro alla Scala. Da questo palcoscenico, generazioni di artisti, cantanti lirici e musicisti hanno ispirato il loro pubblico attraverso l’eccellenza dell’arte, la bellezza e l’emozione. La Scala rappresenta lo spirito italiano: un amore profondo per le arti e per la vita, per la creatività umana, per l’armoniosa fusione tra tradizione e innovazione. È lo stesso spirito che ora accoglierà i migliori atleti invernali da tutto il mondo, che si stanno preparando per realizzare il loro sogno olimpico». «A nome degli atleti e dell’intera comunità olimpica – ha aggiunto Coventry – desidero quindi esprimere il nostro più sincero ringraziamento e la nostra profonda gratitudine a tutti voi: grazie al Presidente Mattarella, alla Presidente del Consiglio Meloni e a tutte le autorità regionali, ai sindaci e alle comunità ospitanti. Un ringraziamento speciale va al Comitato Organizzatore e al Presidente Malagò per l’impegno costante e l’ambizione dimostrata. Siamo immensamente riconoscenti per la vostra collaborazione: Milano Cortina 2026 è davvero uno sforzo collettivo. Per parafrasare un detto africano: serve un intero Villaggio Olimpico per rendere realtà il sogno di un atleta. Grazie al contributo di tutti voi, gli atleti potranno brillare su un magnifico palcoscenico olimpico, ispirando il mondo con la loro eccellenza, la loro arte, la bellezza e l’emozione. Grazie per aver reso tutto questo possibile – grazie, Italia. Milano Cortina sarà un nuovo tipo di Giochi Invernali: porterà atleti e tifosi in luoghi dove gli sport invernali fanno parte della vita quotidiana; valorizzerà sedi già esistenti di livello mondiale; unirà tradizione e innovazione».
Successivamente, è intervenuto il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò: «Milano Cortina 2026 è un evento globale capace di promuovere lo sport, i suoi valori, le sue abilità uniche nell’unire le persone; è una straordinaria vetrina per mostrare l’eccellenza dell’Italia, la sua cultura, la sua arte, i suoi paesaggi, la sua qualità della vita, il suo cuore, il suo artigianato e la sua lunga tradizione di ospitalità. Milano Cortina 2026 è un’edizione che guarda al futuro: due città, due regioni, due province autonome, un ricco mosaico di persone, culture e lingue. L’Italia è consapevole che questi Giochi Olimpici coincidono con uno dei momenti più difficili della storia recente mondiale. Ciò rende ancora più significativo e importante il messaggio di pace, fratellanza ed equa competizione trasmesso dagli atleti e dalla famiglia olimpica, che risuonerà in modo potente in ogni angolo del mondo».

Infine, come da protocollo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato l’ultimo a prendere la parola, aprendo la Sessione: «Giochi sono un evento sportivo universale e l’Italia è felice di accogliere i tanti atleti, gli allenatori, i tecnici e gli spettatori che da ogni parte del mondo si riuniranno nell’assistere alle gare. Ne avvertiamo la responsabilità e abbiamo affrontato con passione gli impegni della preparazione. Consideriamo l’ospitalità un tratto caratteristico dell’identità italiana, come ha detto cortesemente la Presidente Coventry che desidero ringraziare. Metteremo in campo ogni impegno affinché il tempo che verrà trascorso durante le gare sia gradevole e contiamo di offrire, con amicizia e cordialità, l’occasione per ammirare le nostre montagne e le città che ospiteranno le competizioni, oltre che per scoprire altri luoghi che raccolgano storia e bellezza. Gli atleti, i tecnici e i dirigenti di oltre 90 paesi si ritrovano insieme in una circostanza che non si limita alla dimensione sportiva, ma per un grande evento globale che lancia un messaggio al nostro tempo difficile – ha aggiunto il Capo dello Stato -. Le guerre, le lacerazioni alla serenità della vita internazionale, gli squilibri e le sofferenze portano oscurità e feriscono le coscienze dei popoli. Lo sport accoglie, con luce, gioia, passione e speranza, esprimendo rispetto per l’altro, sfida ai propri limiti e libertà di progredire. Lo sport è incontro di pace e testimonia fraternità e la lealtà della competizione con altri, ed è il contrario di un mondo dove prevalgono barriere e incomunicabilità; si contrappone alla violenza che, da chiunque praticata, genera altra violenza, calpesta la dignità umana, opprime i popoli e ne fa arretrare la qualità di vita. Chiediamo con ostinata determinazione che la Tregua Olimpica venga ovunque rispettata e che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi. Lo sport è una grande forza nel mondo delle comunicazioni globali; i Giochi sono uno strumento coinvolgente nel mondo delle comunicazioni globali per invocare pace e comprensione reciproca. Dobbiamo essere la pace che desideriamo vedere nel mondo, diceva Martin Luther King. Da Milano a Cortina, da Bormio a Livigno, da Anterselva alla Val di Fiemme, da Verona, che ospiterà la Cerimonia d’Apertura delle Paralimpiadi, lo sport si proporrà come veicolo di questa speranza, che accomuna i popoli di tutti i continenti. I valori olimpici di lealtà, inclusione e fraternità sono valori che la Repubblica Italiana ha fatto propri dalla sua fondazione. Ringrazio il Comitato Olimpico Internazionale perché continua a sviluppare nel mondo questa esperienza di incontro, di passione, di educazione e cultura condivisa. Ringrazio gli atleti perché il loro sogno è contagioso e benefico e sono un esempio per i giovani di tutto il mondo. Auguro a tutti voi – dirigenti dello sport, atleti, tecnici, spettatori – di emozionarvi e di trasmettere la passione che già si avverte in questo incantevole teatro, dove avvertiamo i fili preziosi che legano musica e sport. L’Italia vi augura una buona, felice e indimenticabile Olimpiade. Dichiaro aperta la 145^ Sessione del Comitato Olimpico Internazionale».