Dopo la Francia, ora è la Spagna a vietare i social media ai minori di 16 anni. In Francia l’età è di 15 anni
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Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato l’intenzione di vietare l’accesso ai social media ai minori di 16 anni.
Sánchez ha definito i social network come uno “Stato fallito” e un “Far West digitale” dove regnano l’illegalità e la disinformazione, sottolineando la necessità di proteggere la salute mentale e la sicurezza dei più giovani.
Ecco i punti chiave del piano presentato dal governo spagnolo:
- Soglia dei 16 anni: Il divieto riguarderà tutti i minori di 16 anni. L’obiettivo è impedire l’accesso a piattaforme come TikTok, Instagram, X (ex Twitter) e ai nuovi strumenti di intelligenza artificiale (come Grok) che sono stati criticati per la generazione di contenuti inappropriati.
- Sistemi di verifica dell’età: Sánchez ha chiarito che non basterà più una semplice “spunta” per dichiarare l’età. Le piattaforme dovranno implementare barriere reali ed efficaci, probabilmente basate su sistemi di identità digitale o documenti.
- Responsabilità dei dirigenti: La prossima settimana verrà presentato un disegno di legge che renderà i dirigenti delle grandi piattaforme digitali penalmente responsabili per la diffusione di contenuti illegali o di incitamento all’odio.
- Reato di manipolazione algoritmica: La Spagna intende punire anche la manipolazione degli algoritmi che amplificano contenuti dannosi o illegali.
La Spagna non è sola in questa battaglia. Si unisce a un movimento internazionale che sta prendendo piede rapidamente. L’Australia ha già approvato una legge simile (limite a 16 anni) a dicembre 2025; molto recente è il disegno di legge in Francia per vietare i social sotto i 15 anni e gli smartphone nelle scuole superiori.
Sánchez ha menzionato anche una “Coalizione dei volenterosi digitali” (che comprende almeno sei paesi UE) nata per coordinare regole più severe contro i giganti del tech.