Fibromialgia: in Lombardia nasce la rete FibronetCare


La Lombardia compie un passo decisivo nella presa in carico della fibromialgia con la nascita di FibronetCare, prima rete regionale dedicata a una sindrome complessa

Fibromialgia giovanile, nuove ipotesi sull'origine del dolore

La Lombardia compie un passo decisivo nella presa in carico della fibromialgia con la nascita di FibronetCare, prima rete regionale dedicata a una sindrome complessa e ancora spesso sottovalutata. Un modello che integra centri specialistici, tecnologia digitale e approccio multidisciplinare per ridurre i ritardi diagnostici, migliorare la continuità assistenziale e restituire dignità e qualità di vita ai pazienti.

Una risposta strutturata a una patologia a lungo invisibile
La fibromialgia colpisce tra il 2 e il 2,5% della popolazione italiana, prevalentemente donne, e si manifesta con dolore diffuso, stanchezza cronica, disturbi del sonno e difficoltà cognitive. Nonostante l’ampia diffusione, la patologia resta spesso misconosciuta: i tempi di diagnosi possono arrivare fino a otto anni, con un impatto profondo sulla vita personale, familiare e lavorativa. In questo contesto si inserisce l’iniziativa promossa dalla Regione Lombardia, che ha deciso di affrontare il problema in modo sistemico e coordinato, superando l’approccio frammentato che ha caratterizzato finora la gestione della malattia.

Il dolore fibromialgico è definito “nociplastico”, legato cioè a un’alterazione dei meccanismi di percezione del dolore a livello centrale e periferico. Anche stimoli lievi possono essere percepiti come intensamente dolorosi. In molti casi l’esordio avviene già in età adolescenziale o in associazione ad altre condizioni, come endometriosi o lombosciatalgia, per poi evolvere in dolore cronico diffuso nel pieno dell’età lavorativa, amplificando l’impatto sociale della patologia.

FibronetCare: tecnologia, specialisti e presa in carico continua
FibronetCare nasce come una rete coordinata di centri di reumatologia lombardi, con l’obiettivo di garantire diagnosi più tempestive, percorsi di cura personalizzati e un contatto costante tra pazienti e specialisti. Il progetto è coordinato da Ospedale Niguarda con il contributo dell’ASST Spedali Civili di Brescia, sotto la guida clinica di Oscar Epis e Roberto Gorla.

Elemento centrale della rete è un’applicazione gratuita, disponibile per smartphone, che consente ai pazienti già diagnosticati di registrarsi, scegliere il proprio centro di riferimento e compilare autovalutazioni periodiche sui sintomi. Questi dati vengono condivisi con gli specialisti, facilitando il monitoraggio clinico e l’impostazione di percorsi terapeutici su misura. L’app include anche servizi di supporto come il contatto diretto con esperti e il supporto psicologico, riconoscendo il peso emotivo e relazionale della malattia.

Un modello bio-psico-sociale e uno sguardo al futuro
L’approccio terapeutico promosso da FibronetCare si basa sul modello bio-psico-sociale, che considera la fibromialgia come il risultato dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali. La cura non si limita quindi ai farmaci, come antidepressivi o anticonvulsivanti, ma integra esercizio fisico, supporto psicologico e, quando appropriato, tecniche di medicina complementare. Accanto all’assistenza, la rete investe anche nella formazione del personale sanitario, un passaggio cruciale per ridurre i ritardi diagnostici e superare lo stigma che ancora circonda questa sindrome.

In conclusione, con FibronetCare la Lombardia introduce un modello innovativo che va oltre la semplice risposta clinica, puntando su continuità assistenziale, digitalizzazione e riconoscimento istituzionale della fibromialgia. L’obiettivo è trasformare una diagnosi spesso tardiva e per esclusione in un percorso strutturato e condiviso, capace di migliorare la qualità della vita dei pazienti e di ridurre l’impatto sociale ed economico di una patologia che, se ignorata, può diventare fortemente invalidante.