Morto suicida Bruno Gagliano, era la famosa drag queen Kastadiva. Il giallo della raccolta fondi bloccata
![]()
Si è lanciato dal nono piano della palazzina in cui viveva a Colle Salario, frazione di Roma: è morto così, nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio, Bruno Gagliano, molto conosciuto nel mondo delle drag queen con il nome di ‘KastaDiva‘. Star del famosissimo locale Muccassassina, Gagliano si era esibito anche sui palchi del Qube e del Gay Village a Roma. Era molto conosciuto nel mondo Lgbt a Roma. Stando a quanto racconta il Messaggero, negli ultimi mesi era stato ricoverato in una clinica psichiatrica. A dare l’allarme, sabato mattina, è stata una donna che ha chiamato il 112 dopo aver trovato il corpo senza vita di un uomo sul proprio balcone in via Apiro. Solo alcune ore dopo si è risaliti all’identità di Gagliano. “Mi hai fatta divertire, mi hai truccata e pettinata… la depressione, il male del secolo, ti ha travolto. Eri una drag queen, portavi gioia e glamour agli altri e poi le hai perse per te…”: è il commento con cui Vladimir Luxuria, sui social, dà l’addio a Gagliano.
CHI ERA BRUNO GAGLIANO
In un’intervista a Vertigo su Rai3 nel 2017, Bruno Gagliano aveva raccontato di amare i travestimenti fin dai 5 anni; a sei anni la prima parrucca e poi, a 17 anni, aveva iniziato il suo percorso da drag queen andando a vivere a Roma (da Alcamo, in Sicilia, di dove era originario). A Roma diventò appunto molto conosciuto e una delle star del locale Muccassassina. Nel 2017 vinse anche Miss Drag Queen Lazio. Aveva successivamente avviato anche una carriera da make-up artist.
LA RACCOLTA FONDI BLOCCATA
Sulla vicenda della morte di Bruno Gagliano, è intervenuta la Taffo: dopo aver ricordato che Kastadiva aveva più volte lamentato l’assenza della famiglia anche sui social, l’azienda di pompe funebri famosa per il genio comunicativo che si occupa dei profili social, la Taffo prima ha segnalato alcune stranezze relative alla raccolta fondi avviata dalla sorella (che spostava l’importo al rialzo, da 7.000 a 11.000 a 20.000) e poi ha fatto sapere che, una volta contattata la famiglia, la raccolta fondi in questione è stata bloccata.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)