Disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e rotazione radiofonica “Trattieni il respiro”, il nuovo singolo di AvA che anticipa l’uscita dell’album “Fammi fallire” disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 30 gennaio
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“Trattieni il respiro” è un brano che scaturisce da una relazione ciclica, capace di riaffiorare anche dopo la sua fine. Esplora i legami tossici, la dipendenza affettiva e quella persistente sensazione di apnea tipica dei rapporti disfunzionali: un restare immobili, trattenendo il fiato, con la vana speranza che il peggio passi.
Il pezzo descrive una quotidianità densa di piccoli gesti e grandi tensioni: parcheggi vuoti, semafori rossi e conflitti che si reiterano identici. Svestito di romanticismo o nostalgia, il racconto mette a nudo l’usura emotiva di chi avverte la necessità di fuggire, eppure continua a tornare. Il ritornello irrompe senza mediazioni; è un taglio netto, volutamente brutale. Rappresenta l’istante in cui si smette di cercare spiegazioni e si ricorre all’unico linguaggio rimasto quando ogni altro tentativo è fallito: una frase secca, pronunciata per difendersi anziché per ferire.
Sotto il profilo sonoro, il singolo spazia tra urban pop ed elettronica, con una produzione essenziale. Se le strofe appaiono trattenute e quasi sussurrate, il ritornello esplode senza mai risultare pienamente liberatorio. La tensione permane, simile all’aria compressa nei polmoni, sorretta da una voce che non cerca l’effetto, ma resta coerente con il limite del racconto. È una fotografia onesta di quei momenti in cui i corpi reagiscono prima della ragione, una presa di coscienza adulta e priva di filtri.
Commenta l’artista sul nuovo brano: “Trattieni il respiro è nato quando ho capito di essere rimasta troppo a lungo dentro qualcosa che non funzionava più. L’ho scritto di getto per fissare quella sensazione di apnea che provi quando sai di dovertene andare e invece resti. In studio ho voluto che il brano rimanesse teso e irrisolto, come quelle storie che non hanno mai una vera chiusura. Il ritornello è nato senza filtri: una frase di difesa, perché a volte è l’unico modo per non tornare indietro. Questo pezzo non spiega i sentimenti, li fotografa. Non cerca consolazione, ma verità, anche quando fa male.”