Accolto il ricorso di Alfonso Signorini. L’ex re dei paparazzi dovrà consegnare e rimuovere tutti i contenuti sul caso
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Nuovo atto nella querelle tra Alfonso Signorini e Fabrizio Corona. È stato accolto il ricorso presentato dai legali del conduttore – Daniela Missaglia e Domenico Aiello – contro l’ex re dei paparazzi e la pubblicazione di nuovi contenuti sul caso. Il 51enne aveva annunciato la messa online di una nuova puntata del suo format su YouTube, Falsissimo, per questa sera. A lanciare in anteprima la notizia è stata Selvaggia Lucarelli che – su Instagram – anticipa il provvedimento del giudice.
“Il provvedimento d’urgenza richiesto da Signorini contro Corona che annunciava una nuova puntata sul caso è stato accolto- scrive -. La puntata non può andare in onda (poi lui farà quello che gli pare, ma non è così semplice perché potrebbero buttargliela giù subito)”. Corona, dal canto suo, fino a notte fonda ha pubblicato alcune storie in cui mostra il lavoro di montaggio dell’episodio che era atteso per oggi.
IL PROVVEDIMENTO
Cosa succederà è imprevedibile, ma il giudice ha ordinato “di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile tutti i video, nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video) precisati nel ricorso aventi oggetto il ricorrente)”.
“Vieta e inibisce al resistente di pubblicare, di diffondere o di condividere, con qualsiasi mezzo o strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque ulteriore video o contenuto di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o indirettamente, il diritto del ricorrente alla reputazione, all’immagine e alla riservatezza”.
Nel provvedimento, inoltre, si impone di “depositare nella Cancelleria di questo Tribunale tutti i supporti fisici in suo possesso che contengono i documenti, le immagini e i video relativi alla sfera privata del ricorrente nonché alla corrispondenza telematica del ricorrente con soggetti terzi”.
Infine, Corona dovrà pagare 2mila euro “al ricorrente per ciascuna singola violazione”, somma moltiplicata “per ciascuno giorno di ritardo”. Inoltre, dovrà pagare le spese processuali (286 euro) e il compenso professionali dei legali (9mila euro).
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)