In libreria “”Nemici della democrazia” di Paolo Buchignani


“Nemici della democrazia. Nazionalismo, populismo e fascismo tra passato e presente” di Paolo Buchignani. Un saggio pamphlet che intreccia analisi storica e indagine sociopolitica (Arcadia)

paolo buchignani

“Quando democrazia e liberalismo divorziano, si aprono le porte della dittatura”. Paolo Buchignani, studioso del fascismo e delle declinazioni del populismo novecentesco, estraneo e ostile alle libere istituzioni, riassume in questo modo le riflessioni del suo nuovo saggio. Siamo in mezzo a una drammatica tempesta della storia dagli esiti difficilmente prevedibili, osserva l’autore: un equilibrio si è rotto e uno nuovo ancora non si è costituito. In questo disordine planetario in cui i diritti umani e il diritto internazionale vengono calpestati da autocrati o aspiranti tali, tra guerre, massacri di civili, pulizie etniche (da Gaza all’Ucraina), deportazioni disumane di migranti, crescenti disuguaglianze economiche e sociali e crisi ambientali, la democrazia liberale rappresentativa sta subendo, nel mondo occidentale, l’attacco più grave e pericoloso dal 1945. I suoi nemici, formazioni politiche populiste, prevalentemente di estrema destra, si fanno sempre più agguerrite e numerose, specialmente da quando dispongono di un leader divenuto presidente della maggiore potenza mondiale. In questo saggio-pamphlet, che intreccia analisi storica e indagine sociopolitica, Buchignani mette a confronto l’attuale crisi della democrazia con quella che investì l’Europa, e l’Italia in particolare, nella prima metà del XX secolo. Lo fa nella consapevolezza del molto tempo trascorso, delle ovvie differenze tra le due situazioni storiche, ma anche nella convinzione di alcune rilevanti affinità tra la crisi di allora e quella di oggi. Tratti comuni dalla cui documentata comparazione si possono trarre utili riflessioni per navigare nel burrascoso mare dei nostri giorni. “Il popolo dei populisti – scrive l’autore – non è quello vero, composto da una pluralità di liberi cittadini, ma una entità monolitica e astratta, un feticcio da agitare sul palcoscenico di una democrazia recitativa e illiberale”.

Paolo Buchignani è uno storico del ’900, già docente di Storia contemporanea presso l’Università per Stranieri «Dante Alighieri» di Reggio Calabria. È socio ordinario per la Classe di Lettere dell’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti. Ha pubblicato numerosi saggi sul fascismo, sui totalitarismi e sul tema della rivoluzione declinato nelle diverse culture politiche del XX secolo. Tra i suoi libri: Marcello Gallian. La battaglia antiborghese di un fascista anarchico (Bonacci, 1984); Un fascismo impossibile. L’eresia di Berto Ricci nella cultura del ventennio (Il Mulino, 1994); Fascisti rossi. Da Salò al PCI: la storia sconosciuta di una migrazione politica (1943-53) (Mondadori, 1998, 2007), nuova edizione Arcadia Edizioni, 2025; La rivoluzione in camicia nera. Dalle origini al 25 luglio 1943 (Mondadori, 2006, 2007), nuova edizione Arcadia Edizioni, 2025; Ribelli d’Italia. Il sogno della rivoluzione da Mazzini alle Brigate rosse (Marsilio, 2017); come scrittore di romanzi e racconti storici, segnalato a suo tempo da Geno Pampaloni, Romano Bilenchi e Mario Tobino.