Mercosur, scatta la protesta: a Strasburgo trattori in fila già dall’alba


Mercosur, dalla Francia alla Polonia: a Strasburgo trattori in fila già dall’alba. All’Ue il via libera è arrivato solo poche settimane fa. Decisivo il “sì” del governo di Giorgia Meloni

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Trattori nella nebbia a Strasburgo. In fila già all’alba, da place de Bordeaux fino ai cordoni della polizia che presidiano il quartiere delle istituzioni europee. Gli agricoltori a bordo protestano contro l’accordo di libero scambio tra l’Ue e il Mercosur. Krzysztof e i suoi compagni arrivano dalla Polonia: “Anche l’Italia ha detto di sì, ma perché?” La protesta assedia il Parlamento europeo nei giorni della plenaria. Proprio ieri, di fronte ai deputati, il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic aveva definito l’intesa firmata da Ursula von der Leyen in Paraguay “il nostro più grande accordo”. E aveva aggiunto, parlando di benefici comuni: “Collegherà oltre 700 milioni di consumatori, eliminando tariffe e barriere”. Krzysztof e i suoi non la pensano così. Arrivano dalle campagne tra Zlotow e Pila, nel nord della Polonia, e se la prendono non solo con la Commissione Ue ma anche con i governi dei Paesi membri che hanno permesso di raggiungere la maggioranza qualificata necessaria al via libera. “Con noi contadini polacchi ci sono anche i francesi, gli austriaci e tanti altri”, assicura Krzysztof: “Insieme, dobbiamo bloccare quest’accordo”.

All’Ue il via libera è arrivato solo poche settimane fa. Decisivo il “sì” del governo di Giorgia Meloni, che ha permesso di raggiungere la maggioranza qualificata di 15 Paesi che rappresentino almeno il 65 per cento della popolazione comunitaria. Come ricostruisce il quotidiano Le Monde, il negoziato tra la Commissione Ue e Roma ha riguardato anzitutto i livelli dei sussidi previsti in bilancio per la Politica agricola comune. Il giornale francese ricorda pure il “grazie” all’”amica” Meloni di Javier Milei, il presidente dell’Argentina, con il Brasile uno dei pesi massimi del Mercosur. Contrari nell’Ue sono rimasti i governi di Polonia, Francia, Ungheria e Irlanda. Con i loro trattori davanti al Parlamento europeo oggi ci sono però manifestanti di molti più Paesi. “Votre faim sera notre fin”, “la vostra fame sarà la nostra fine”, sta scritto in un cartello appeso davanti al radiatore di un trattore con il tricolore francese. Tra le sigle della protesta presenti, per l’Italia al fianco di Krzysztof, c’è anche Coldiretti.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)