La Corte europea condanna l’Italia per la morte di Riccardo Magherini a Firenze: immobilizzarlo così “non era necessario”
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Riccardo Magherini non doveva essere tenuto in quelle condizioni di restrizione fisica: la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per la morte di Riccardo Magherini, che avvenne in Borgo San Frediano, Firenze, nella notte del 3 marzo 2014, mentre l’uomo si trovava a terra immobilizzato dai Carabinieri. Magherini venne ammanettato e mantenuto in posizione prona per circa 20 minuti, anche dopo che aveva dato segnali di aver perso coscienza. Un comportamento che la Corte europeo di Strasburgo giudica non giustificato: non c’era “l’assoluta necessità”, scrivono i giudici. Nella sentenza i giudici precisano di non entrare nel merito delle responsabilità penale delle persone coinvolte nell’episodio e dicono anche di “non mettere in discussione le decisioni dei tribunali italiani”. I quattro carabinieri coinvolti nella vicenda sono stati assolti. La sentenza fa riferimento anche alla formazione delle forze dell’ordine sulle tecniche di immobilizzazione e alle linee guida in vigore in Italia all’epoca per mettere le persone in posizione prona con il minimo rischio per la salute e la vita.ù
COME ANDARONO I FATTI
Riccardo Magherini quando morì aveva 39 anni e un bambino di due anni. Fu bloccato dai carabinieri mentre, sotto l’effetto di cocaina e in preda ad un attacco di panico e allucinazioni, era convinto di essere inseguito da qualcuno che voleva ucciderlo. Era sceso in fretta e furia da un taxi che lo stava riportando a casa e si era messo a gridare per strada: “Aiuto! Aiuto! Sto morendo!“. Alcuni residenti sentendo le urla chiamarono i Carabinieri. Magherini venne bloccato dai carabinieri e ammanettato a terra, poi era rimasto a pancia in giù e a torso nudo per almeno un quarto d’ora. Per un certo tempo un militare gli è stato sopra a cavalcioni, forse gli venne anche schiacciato il torace con un ginocchio. Magherini invoca aiuto: “Vi prego, ho un figlio“. Dopo diversi minuti arriva un’ambulanza, poi ne arriva una seconda, ma ormai è troppo tardi. L’ex calciatore fu trasportato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove alle 2.45 ne venne constatato il decesso.
Da alcuni video girati dai residenti, si sentono le grida disperate di Riccardo che continua a chiedere aiuto, pur già ammanettato e immobilizzato. Oggi la Corte europea dice che tutto ciò non era necessario. E che per la sua morte è responsabile lo Stato italiano.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)