Gli Stati Uniti evacuano parte del personale dalla base aerea di Al Udeid, in Qatar. Attacco all’Iran imminente: secondo fonti della Reuters un’azione militare potrebbe scattare nelle prossime 24 ore
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Washington alza il livello di allerta nel Golfo. L’esercito statunitense ha avviato l’evacuazione di una parte del personale non essenziale dalla base aerea di Al Udeid, in Qatar, mentre Donald Trump valuta se ordinare un’azione militare contro l’Iran sullo sfondo delle proteste interne represse da Teheran. Secondo fonti della Reuters potrebbe scattare nelle prossime 24 ore, mentre per il New York Times passeranno eventualmente ancora dei giorni.
La mossa, confermata da fonti militari statunitensi, viene definita “precauzionale” e legata all’aumento delle tensioni regionali. Una versione condivisa anche dal governo del Qatar, che in una nota parla esplicitamente di misure adottate in risposta al contesto geopolitico attuale. Il Comando centrale del Pentagono, invece, mantiene il silenzio.
A rendere il quadro più inquieto è stato lo stesso Trump, che sui social ha promesso ai manifestanti iraniani che “gli aiuti sono in arrivo”, lasciando intendere un possibile intervento americano. Le opzioni sul tavolo, però, non sono molte. La portaerei Gerald R. Ford e il suo gruppo navale sono stati spostati nei mesi scorsi fuori dall’area più calda, ma nella regione restano almeno tre cacciatorpediniere lanciamissili, un sottomarino armato e un dispositivo militare sufficiente a colpire rapidamente.
Parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, Donald Trump ha affermato che “le uccisioni in Iran stanno cessando“, ma che “non c’è alcun piano per le esecuzioni”.
Secondo fonti del Pentagono del Nyt, gli scenari vanno da attacchi mirati contro il programma nucleare iraniano e i siti missilistici balistici fino a operazioni meno convenzionali, come azioni cyber o colpi contro l’apparato di sicurezza interno responsabile della repressione. Un’eventuale operazione non sarebbe imminente dal giornale, ma la risposta iraniana viene data per scontata.
Il precedente pesa. Dopo i raid statunitensi contro tre siti nucleari iraniani lo scorso giugno, Teheran aveva risposto lanciando missili proprio contro Al Udeid, la più grande base americana in Medio Oriente. Un bersaglio simbolico e strategico: quartier generale regionale del Comando Centrale Usa, circa 10.000 militari dispiegati e un ruolo chiave in tutte le principali operazioni statunitensi nell’area dagli anni post-11 settembre alle guerre in Iraq e Afghanistan, fino alla lotta all’Isis.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)