Un nuovo studio su dolore cronico e impatto sulla memoria


I pazienti con dolore cronico riferiscono spesso difficoltà cognitive, in particolare problemi di memoria e concentrazione

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I pazienti con dolore cronico riferiscono spesso difficoltà cognitive, in particolare problemi di memoria e concentrazione. Tuttavia, le evidenze sperimentali su quanto il dolore interferisca realmente con le funzioni cognitive restano limitate. Un ampio studio sperimentale pubblicato su Brain Communications ha indagato l’impatto del dolore sulla memoria in persone con emicrania cronica e lombalgia cronica, confrontandole con soggetti sani. I risultati, ottenuti su oltre 170 partecipanti, offrono un quadro sorprendentemente rassicurante e aprono nuove prospettive per la gestione personalizzata del dolore cronico.

Il dolore come “interruttore” cognitivo: ipotesi e razionale dello studio
Il dolore, soprattutto quello acuto, ha una funzione biologica essenziale: catturare l’attenzione e favorire una risposta rapida a una minaccia. Nei pazienti con dolore cronico, però, questo meccanismo di “interruzione” attentiva persiste anche in assenza di un pericolo immediato, contribuendo a un peggioramento della qualità di vita e a frequenti lamentele cognitive.

Studi precedenti hanno suggerito che il dolore possa sottrarre risorse attentive e cognitive, compromettendo memoria, concentrazione e funzioni esecutive. Tuttavia, gran parte di queste ricerche è stata condotta su soggetti sani, senza un confronto diretto tra diverse condizioni di dolore cronico.
Lo studio ha quindi mirato a verificare se pazienti con emicrania cronica o dolore lombare cronico fossero più vulnerabili agli effetti interferenti del dolore sulla memoria rispetto a controlli sani, e se la sede del dolore (testa o schiena) giocasse un ruolo specifico nell’alterazione delle prestazioni cognitive.

Disegno sperimentale e risultati principali
La ricerca ha coinvolto 173 partecipanti: 55 pazienti con emicrania cronica, 59 con lombalgia cronica e 59 controlli sani appaiati per età. Tutti sono stati sottoposti a stimolazioni dolorose sperimentali, applicate alla testa o alla regione lombare, mentre svolgevano un compito di categorizzazione visiva seguito da un test di riconoscimento mnemonico. Oltre alle prestazioni cognitive, sono stati valutati parametri clinici, psicologici e cognitivi legati al dolore.

I risultati mostrano che il dolore sperimentale riduce effettivamente la performance di memoria rispetto alle condizioni senza dolore, ma in modo simile in tutti i gruppi. Né i pazienti con emicrania né quelli con lombalgia hanno mostrato una maggiore compromissione della memoria rispetto ai controlli sani. Inoltre, la sede della stimolazione dolorosa non ha determinato differenze significative: il dolore alla testa non ha interferito più del dolore alla schiena, nemmeno nei pazienti con emicrania.

Un dato particolarmente interessante riguarda i diversi sistemi di memoria: sia la “familiarità” sia la “rievocazione” risultano influenzate dal dolore, ma senza differenze clinicamente rilevanti tra i gruppi. Solo alcuni fattori individuali, come i deficit attentivi percepiti nella vita quotidiana o la paura del dolore, hanno mostrato un ruolo modulante, suggerendo una forte variabilità interindividuale.

Implicazioni cliniche e prospettive future
Nel complesso, lo studio restituisce un messaggio rassicurante: nonostante la lunga durata e l’intensità del dolore cronico, i pazienti non risultano globalmente più vulnerabili agli effetti acuti del dolore sulla memoria rispetto alle persone sane. Questo non significa che il dolore cronico non abbia conseguenze cognitive, ma indica che tali effetti potrebbero essere più selettivi, interessando soprattutto funzioni attentive ed esecutive piuttosto che la memoria episodica.

Gli autori sottolineano l’importanza di superare le analisi “di gruppo” per adottare approcci più personalizzati, capaci di identificare i pazienti più suscettibili agli effetti cognitivi del dolore. Studi futuri, con campioni più ampi e metodologie longitudinali, potranno chiarire come fattori clinici, cognitivi e contestuali interagiscano nel determinare resilienza o vulnerabilità cognitiva.

Questo ampio studio sperimentale ridimensiona l’idea che il dolore cronico comprometta inevitabilmente la memoria. Pur confermando che il dolore interferisce con i processi cognitivi, i dati mostrano che i pazienti con emicrania cronica e lombalgia cronica non presentano un deficit mnemonico maggiore rispetto ai soggetti sani. La sfida futura sarà individuare i profili individuali di rischio, per sviluppare interventi terapeutici mirati che tengano conto non solo del dolore, ma anche del funzionamento cognitivo e della qualità di vita del paziente.

Katarina Forkmann et al., The impact of pain on memory: a study in chronic low back pain and migraine patients. Brain Commun. 2025 Dec 10;8(1):fcaf486.
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