Strage Crans-Montana, la procura di Roma indaga anche per disastro colposo; la Lombardia valuta la costituzione di parte civile
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Il reato di disastro colposo si aggiunge all’elenco delle contestazioni su cui i pm della Capitale indagano per la strage di Crans Montana. L’accusa si aggiunge così a quella di incendio, omicidio e lesioni aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica mosse nel filone di indagine avviato dalla procura romana per fare luce sull’incendio di Capodanno in cui hanno perso la vita 40 morti, di cui 6 italiani giovanissimi.
Il fascicolo di indagine è stato aperto appena 4 giorni fa e il primo atto dei pm è stata la richiesta di procedere all’autopsia dei corpi delle vittime attualmente in Italia.
La Procura di Roma chiederà poi una relazione alla Farnesina rispetto a quanto avvenuto nel locale la notte dell’ultimo dell’anno. Di pari passo, sarà inviata una rogatoria alle autorità svizzere con cui avanzeranno la richiesta degli atti e della lista degli indagati, in relazione all’inchiesta sull’incendio del locale Le Constellation. Una volta ricevuta tutta la documentazione, procederanno alle iscrizioni nel registro degli indagati dei gestori del bar, Jacques e Jessica Moretti, attualmente indagati dalla procura del Vallese, e di eventuali altre posizioni che potrebbero emergere. Nel frattempo si stanno muovendo anche alcune degli enti regionali toccati dalla tragedia, a partire dalla Lombardia.
REGIONE LOMBARDIA VALUTA LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE AL PROCESSO
Regione Lombardia “avvierà le necessarie verifiche con i propri esperti legali” per valutare se sia “concretamente percorribile” l’ipotesi di costituzione di parte civile dell’ente nel processo relativo alla drammatica vicenda di Crans-Montana, che ha causato 40 morti (sei dei quali italiani) e 116 feriti. Lo fa sapere l’assessore al Territorio e Sistemi verdi e capodelegazione di Forza Italia in Giunta regionale, Gianluca Comazzi, che ha sollecitato la verifica nella seduta di giunta di oggi rivolto al presidente Attilio Fontana. “Una tragedia immane che ha coinvolto in maniera particolare la Lombardia e Milano– ha sottolineato Comazzi- città di provenienza di due vittime, i sedicenni Chiara Costanzo e Achille Barosi“.
Comazzi ha inoltre rivolto un ringraziamento all’assessore Guido Bertolaso, all’ospedale Niguarda di Milano e a tutto il personale sanitario coinvolto, al ministro degli Esteri Antonio Tajani e all’”intero sistema Paese” per il lavoro svolto in queste settimane a supporto delle vittime e dei loro familiari.
DA BOLOGNA L’APPELLO DI FORZA ITALIA: “L’EMILIA-ROMAGNA PARTE CIVILE PER CRANS MONTANA“
Da Bologna si alza un appello per intraprendere un’azione analoga. “La Regione Emilia-Romagna si costituisca parte civile nei processi per la strage di Crans Montana”: lo chiede infatti in una interrogazione alla Giunta regionale il capogruppo di Forza Italia in Assemblea legislativa regionale Pietro Vignali. L’Emilia-Romagna, ricorda Vignali, “è stata coinvolta direttamente nella terribile strage di Crans Montana con due vittime, una purtroppo deceduta, il 16enne bolognese Giovanni Tamburi ed una gravemente ferita, la 29enne di Cattolica Eleonora Palmieri. Sarebbe giusto chiedere un risarcimento innanzitutto per il danno che ha subito la comunità regionale per una vita spezzata ed un’altra che sarà costretta a un lungo percorso di riabilitazione con probabili conseguenze sulla sua vita relazionale e lavorativa”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)