Strage di Crans Montana, il periodico satirico Charlie Hebdo ha pubblicato una vignetta del giorno spietata, ritenuta dalla stessa opinione pubblica decisamente inappropriata
Nella giornata di lutto nazionale, in cui la Svizzera, venerdì scorso, 9 gennaio, ha pianto e commemorato le vittime della strage di Crans Montana, il periodico satirico Charlie Hebdo ha pubblicato una vignetta del giorno spietata, ritenuta dalla stessa opinione pubblica decisamente inappropriata per il momento.
LA VIGNETTA, DI COSA SI TRATTA
Infatti la vignetta, apparsa sui propri profili social della rivista e firmata dal fumettista Salch, ha immediatamente sollevato un’indignazione collettiva. Ritrae due figure dai tratti caricaturali che rappresentano degli sciatori in fiamme, accompagnate da due scritte: la prima, in alto, “Les brulés font du ski” (“Gli ustionati sciano”) e la seconda, in basso, “La comédie de l’année” (‘La commedia dell’anno’) in basso. Si tratta di un richiamo al noto film comico francese del 1979 “Les Bronzés font du ski”.
LA DENUNCIA: “VIOLATO L’ARTICOLO 135 DEL CODICE PENALE”
La satira di Charlie Hebdo sulle vittime dell’incendio di Capodanno non ha scatenato solo dure critiche sui social e sui media. La stampa svizzera locale riferisce infatti che è stata presentata una denuncia penale alla giustizia vallesana. A firmarla sono stati una coppia di svizzeri, la scrittrice Béatrice Riand e l’avvocato e autore Stéphane Riand, entrambi ritengono che la vignetta violi l’articolo 135 del Codice penale svizzero. Si punta il dito in sostanza contro il reato di chi “produce, diffonde, espone, mette in circolazione o in altro modo rende accessibili rappresentazioni di atti di violenza” e rischia così fino a tre anni di pena detentiva, oltre che una severa sanzione.
“L’EVENTALE PENA PECUNIARIA SIA RISARCIMENTO PER LE VITTIME”
I Riand ritengono, nella loro denuncia, che l’illustrazione “leda la dignità delle vittime” e che non presenti “alcun interesse culturale, artistico, scientifico o informativo preponderante”. In caso di risarcimento, la coppia chiede che l’eventuale somma venga destinata dallo Stato alle vittime. “Agiamo non solo in qualità di cittadini vallesani, ma anche di genitori solidali con l’incommensurabile sofferenza delle famiglie colpite dalla tragedia di Crans-Montana”, si legge infine nel testo della denuncia.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

