Proteste in Iran e repressione: centinaia di morti negli ultimi due giorni


In Iran 12.000 morti in 2 giorni, l’Onu: “Inorriditi”. Trump ai manifestanti: “Continuate a protestare, gli aiuti stanno arrivando”

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Sarebbe di almeno 12.000 morti, tra cui molti under 30, il bilancio della repressione iraniana alle proteste dei cittadini scesi in piazza, una somma raggiunta in soli due giorni, la cui stima è però resa complicata dal blackout che incombe sul Paese e impedisce le comunicazioni.

A darla è Iran International, testata portavoce dell’opposizione di Teheran, con base a Londra, che si dice certa della stima definita da un lavoro certosino realizzato dal comitato editoriale, raccogliendo testimonianze da fonti sul campo- tra cui cita medici e infermieri e fonti interne al Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche di diverse città”. Un bilancio tanto tragico che rappresenterebbe, scrive Iran International, “il più grande massacro nella storia contemporanea dell’Iran”, avvenuto in gran parte nelle notti tra giovedì e venerdì 8 e 9 gennaio. Le vittime, riferisce la testate, sarebbero state principalmente colpite dalle forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e dai Basij.

L’ALTO COMMISSARIATO PER I DIRITTI UMANI: “CENTINAIA DI PERSONE UCCISE E MIGLIAIA ARRESTATE”

Ridimensiona il bilancio l’Onu, attraverso la dichiarazione di Volker Turk, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani riportata sui canal social: il rappresentante Onu si dice “inorridito dalla crescente violenza contro i manifestanti, poiché secondo i resoconti centinaia di persone sono state uccise e migliaia arrestate”. “Le autorità- prosegue Turk- devono porre immediatamente fine a ogni forma di violenza e repressione e ripristinare il pieno accesso a Internet e alle telecomunicazioni”.

Interviene, come al solito a gamba tesa, Donald Trump. Su Truth il Presidente degli Stati Uniti scrive: “Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendetevi le vostre istituzioni. Annotatevi i nomi degli assassini e di chi si macchia di abusi. Pagheranno un prezzo elevato. Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l’insensata uccisione dei manifestanti non si fermerà. Gli aiuti stanno arrivando”.

IL SOSTEGNO AI MANIFESTANTI DALL’ULTIMA IMPERATRICE

Diffonde un video delle proteste sul suo account Instagram, Farah Pahlavi, ultima imperatrice dell’Iran, vedova di Mohammad Reza Pahlavi, ultimo Scià dell’Iran, e madre di Reza Phlavi e dal social invia un messaggio di sostegno ai manifestati scesi in piazza per protestare con le autorità iraniana. “Il vostro coraggio, il vostro patriottismo e il vostro altruismo negli ultimi giorni vi hanno fatto guadagnare il rispetto del mondo intero”, ha scritto. “Siate forti e credete che presto celebrerete la libertà insieme in Iran e la luce trionferà sulle tenebre”, li ha esortati.

IRAN. TAJANI: STOP ALLA PENA MORTE, TEHERAN AVVI UNA TRANSIZIONE PACIFICA”

Della rivolta in Iran ha parlato oggi, per il governo italiano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel suo intervento a Palazzo Madama .”L’Italia ha sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a tutelare gli interessi nazionali e a non far venire meno le ragioni del dialogo sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi. Ma dialogo non vuol dire accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini”. Ha affermato esprimendo il disappunto per l’ondata di repressione in corso del Paese arabo.
“Noi speriamo e faremo tutto il possibile perché l’Iran cessi l’uso della pena di morte contro gli oppositori politici e si avvii una transizione pacifica verso la libertà e il diritto dei popoli a scegliere il proprio governo, le proprie istituzioni e il proprio futuro”, aggiunge Tajani.

(photo credit: Iran International/web; video credit: Farah Pahlavi/X)

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)