Mattel presenta la prima Barbie autistica


Mattel presenta la prima Barbie autistica. L’annuncio pochi mesi dopo la presentazione della bambola con diabete di tipo 1

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Barbie allarga ancora il suo guardaroba identitario e lo fa entrando nel terreno della neurodivergenza. Mattel ha annunciato il lancio della sua prima Barbie autistica, una nuova aggiunta alla linea Fashionistas che arriva a pochi mesi dalla presentazione della bambola con diabete di tipo 1 e mentre è già in sviluppo un film d’animazione dedicato all’icona rosa, sull’onda del successo planetario del live action diretto da Greta Gerwig nel 2023.

L’obiettivo dichiarato è lo stesso che l’azienda ripete da qualche anno: permettere a più bambini di riconoscersi nei giocattoli con cui crescono e, allo stesso tempo, normalizzare la diversità come parte del mondo reale. Una missione che, numeri alla mano, intercetta una realtà tutt’altro che marginale: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, più di un bambino su cento è nello spettro autistico.

La nuova Barbie è stata progettata in collaborazione con l’Autistic Self Advocacy Network e incorpora una serie di elementi pensati per rappresentare alcune esperienze comuni a molte persone autistiche, pur nella consapevolezza che non esista un’unica forma di autismo. Gli occhi leggermente distolti richiamano l’evitamento del contatto visivo, mentre la piena articolazione di polsi e gomiti consente movimenti ripetitivi come lo stimming. Non mancano accessori simbolici: uno spinner antistress, cuffie antirumore per limitare il sovraccarico sensoriale e un tablet con sistemi di comunicazione alternativa e aumentativa.

Anche l’abbigliamento segue una logica funzionale: un abito ampio e leggero, pensato per ridurre il contatto con la pelle, e scarpe con suola piatta per garantire stabilità e libertà di movimento. Dettagli studiati per trasformare la bambola in qualcosa di più di un semplice esercizio estetico.

Nonostante Barbie esista dal 1959, le prime bambole con disabilità sono arrivate soltanto nel 2019. Da allora, la collezione si è ampliata includendo modelli con sindrome di Down, vitiligine, protesi, apparecchi acustici, cecità e sedie a rotelle, oltre a versioni di Ken con disabilità motorie.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)