A TV7 speciale del Tg1 è stato approfondito il tema dei campi di filtraggio, dove ai bambini ucraini vengono cambiati nomi e documenti. Dmytro Lubinets: “Genocidio”
![]()
“Le dò la documentazione. Queste (dice mostrando in video le immagini delle stanze buie, sotto terra, vere e proprie prigioni) sono le foto della camera delle torture. Quando nel 2022 le forze armate ucraine liberarono Kherson, Vitaly, un ragazzino di 16 anni era rimasto chiuso lì dentro per 10 giorni: un incubo. Sono seminterrati, gabbie. Il tempismo della liberazione impedisce le esecuzioni dei nostri cittadini. Abbiamo le prove delle torture di adulti e minori. Anche in questo momento, mentre stiamo parlando, i russi torturano i cittadini ucraini nei territori occupati. L’unico modo per salvarli è liberare i territori occupati. Siamo testimoni degli orrori di Bucha, li abbiamo visti con i nostri occhi”. Intervistato da Mariagrazia Mazzola, per TV7 speciale del Tg1, Dmytro Lubinets, commissario per i diritti umani dell’Ucraina denuncia i crimini che stanno avvenendo nei territori occupati, con una particolare attenzione al dramma dei bambini e ai campi di filtraggio.
“Dammi le forze Dio, prega per noi, salvaci” alcune delle scritte lasciate sui muri dai prigionieri e immortalate dalle riprese video. “Sono 2.535 le strutture sanitarie rase al suolo- ricorda la giornalista Mazzola- 4.450 quelle educative distrutte, 6 milioni di rifugiati all’estero secondo l’Onu, un territorio pieno di mine, più di 4 milioni gli sfollati di cui 1 milione e mezzo bambini”.
“Su 20.000 minori rapiti dai russi soltanto 2.000 siete riusciti a liberarli, gli altri dove si trovano?”, chiede Mazzola. E il commissario Lubinets denuncia il sistema di “deportazioni, il business, i minori dati in adozione sui siti internet”, in cui si può sceglierli per il peso o il colore degli occhi.
“Voglio ringraziare l’Italia per l’aiuto al popolo ucraino- continua Lubinets- abbiamo riportato a casa 1.948 bambini: per recuperarne uno lavoriamo un anno, lo facciamo con l’aiuto degli altri paesi. La Russia ha creato un sistema strutturato di deportazione dei bambini ucraini, che oltrepassano tanti confini senza consenso dei genitori o degli orfanotrofi”.
Come la storia di Veronika, 14 anni, “deportata dalla regione di Kharkiv a Bergorod, città russa. Per farla tornare a casa, l’Ucraina ha organizzato con gli alleati un consiglio di sicurezza Onu, dove c’era la sua mamma che ha detto: ‘Sono una donna semplice e non so più dove i russi hanno portato mia figlia Veronika… Aiutatemi’. Dopo tre giorni l’abbiamo recuperata”.
Mazzola nel suo speciale, andato in onda ieri sera sulla Rai (Tv7 speciale del Tg1), ha parlato e mostrato dossier sui campi di filtraggio utilizzati dai russi per processare gli ucraini. “I servizi segreti della Polonia hanno geolocalizzato i campi di filtraggio, sono stati i primi a scoprirli. Lì i cittadini ucraini vengono interrogati, perquisiti, gli viene cambiata identità e chi si oppone alla russificazione sarà torturato”.
“Dopo l’occupazione- spiega il commissario dei diritti umani Lubinets- i russi sottopongono gli ucraini a indottrinamento e cambio d’identità e militarizzano i minori. Il crimine è genocidio e si devono incriminare i vertici della Federazione russa”.
“Appena un territorio viene occupato dai russi, vengono istituiti i block post, delle sbarre che impediscono ai cittadini di uscire dalla città. I nostri cittadini vengono sottoposti a intimidazioni e violenze. Vengono portati nel campo di filtraggio: tutte le famiglie, sottoposte a pesanti interrogatori, perquisizioni, esami dei telefoni cellulari, separano i genitori dai figli, isolano chi non rinnega le origini ucraine. Occupare i territori ucraini è solo il primo degli obiettivi dei russi, poi c’è l’indottrinamento, il cambio di identità, dei documenti sanitari, la data di nascita, viene dato il passaporto russo, militarizzano i minorenni ucraini per mandarli al fronte a combattere contro il proprio paese. Chiediamo a gran voce alla comunità internazionale di riconoscere questi crimini come genocidio, bisogna incriminare i vertici della federazione russa, chiediamo giustizia. 1.600.000 minorenni vivono nei territori occupati e noi non sappiamo più quanti sono stati deportati o uccisi. Per questo chiediamo alla comunità internazionale di svelare la verità e di aiutarci a liberare i bambini ucraini, bisogna fare pressione sulla federazione russa. L’invasione russa dell’ucraina non è un semplice conflitto internazionale ma è una guerra tra due visioni del mondo, quella dei dittatori della federazione Russa e dei loro alleati e quella delle democrazie europee con la giustizia”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)