Caso famiglia nel bosco, la mamma Catherine Birmingham potrebbe essere allontanata


Caso famiglia nel bosco, Catherine Birmingham “dice no a tutto” e potrebbe essere allontanata dai bambini. Procede il monitoraggio dei figli

famiglia nel bosco

Si dimostrerebbe “poco collaborativa” e “molto rigida” Catherine Birmingham, la donna australiana mamma dei tre bambini che il Tribunale dei minori dell’Aquila ha deciso di allontanare dalla casa in cui viveva l’intera famiglia per spostarli in una struttura protetta in provincia di Vasto. Un atteggiamento che non sembra essere d’aiuto nella ricerca di una soluzione per il caso della “famiglia nel bosco” – così è stata ribattezzata la vicenda dalla stampa. I tre bambini, allontanati dal casolare a novembre dopo la sospensione della patria potestà per i genitori (Catherine e il marito Nathan Trevallion, inglese), ora stanno nella struttura di Vasto (dove è stato permesso di trasferirsi anche alla madre, che condivide con i bambini diverse ore della giornata anche se non dorme con loro) e lì sono oggetto di monitoraggio e valutazione da parte dei servizi sociali e della tutrice nominata dal Tribunale, l’avvocata Maria Luisa Palladino. Proprio ieri Palladino ha fatto il punto con gli assistenti sociali e i responsabili della struttura per definire un piano educativo. E, stando a quanto scrive il Messaggero, la donna potrebbe essere allontanata dalla casa famiglia di Vasto alla luce del suo comportamento poco collaborativo. Del resto, Palladino aveva parlato di “contrasti” anche durante un’intervista dei giorni scorsi a ‘La vita in diretta’. La donna direbbe “no a tutto” e così facendo impedisce di “trovare la quadra per il bene dei bambini”.

Anche sul fronte delle altre questioni a cui si intreccia la possibilità che la famiglia si riunisca (come i lavori di ristrutturazione nel casolare per rimediare ad alcune mancanze, a partire dall’assenza di un bagno e di acqua corrente, oppure una decisione diversa sull’homeschooling) non sembrano esserci stati passi avanti. Il sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli, scrive Fanpage, ha fatto sapere che “a oggi nessuna richiesta è stata fatta al comune“, a proposito dell’eventuale decisione di iscrivere i bambini in una scuola del Comune o di inviare un’insegnante nella casa-famiglia di Vasto dove vivono i minori. Né risulta depositata in Comune una richiesta di ampliamento del casolare. L’uomo, intanto, da oltre un mese vive nella villetta messa a disposizione gratuitamente di un imprenditore del posto.

L’homeschooling è legale in Italia, ma la condizione dei bambini (con la più grande, di otto anni, che non conosceva bene nemmeno l’alfabeto) ha fatto sorgere dubbi sul fatto che nel loro caso l’istruzione parentale fosse svolta nel modo corretto e al passo coi programmi del sistema scolastico italiano.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)