La provocazione dello chef palermitano Natale Giunta: il divieto di ingresso ai ‘maranza’. Il titolare del ristorante ‘Citysea’ lancia la sua battaglia dai social
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Divieto d’ingresso ai ‘maranza’. La provocazione arriva dallo chef palermitano Natale Giunta, noto per aver denunciato i suoi estorsori. Giunta, titolare del ristorante ‘Citysea’, dai suoi social la sua battaglia contro i ‘maranza’.
“Da oggi esce il primo divieto ufficiale di Citysea”, afferma Giunta nel video girato davanti all’ingresso del locale che si trova al Molo Trapezoidale di Palermo, mostrando un cartello con il classico cerchio barrato e una sagoma di un uomo barbuto all’interno.
“L’accesso qui è vietato – scrive Giunta a commento del video -. La tua presenza non è benvenuta, se indossi una tuta lucida imitazione Armani, occhiali Cartier falsificati, una borsa Gucci non autentica, e una collana di provenienza incerta, il tutto accompagnato da una barba che richiama il discutibile stile Gomorra, sei invitato a non entrare nei miei locali”.
Un gesto per esprimere un disagio ormai radicato e manifestare stanchezza verso un tipo di utenza che “esce e si reca nei locali per fare risse – afferma Giunta -. Siamo stanchi di cacciarli continuamente e di subire le loro reazioni spropositate tutte le volte che non li facciamo entrare, e di essere costretti a fare intervenire le volanti delle forze dell’ordine. Abbiamo la licenza di pubblica sicurezza per gli eventi e gli spettacoli e dobbiamo garantire la sicurezza e il divertimento dei nostri clienti. I locali in città stanno soffrendo questa escalation di violenza, probabilmente alimentata da certi modelli televisivi che hanno cassa di risonanza sui social e si riconoscono in un certo tipo di abbigliamento simbolico”.
Giunta conclude con un appello ai colleghi: “Questi soggetti vanno nella movida non per stare bene. Vorrei che altri gestori si unissero a questo divieto d’ingresso provocatorio, isolando pregiudicati e violenti di ogni genere. Scoraggiamo la cultura di Gomorra che genera violenza. Facciamolo diventare un messaggio forte come quello di Addiopizzo”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)