Strage Crans-Montana, Jacques e Jessica Moretti, i titolari del locale Le Constellation interrogati, per la prima volta come indagati. I legali della vittime: “Vanno arrestati”, ecco perché
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A piedi mano nella mano, sguardo abbassato, sguardo impenetrabile, lui, occhiali neri, lei. Entrambi restano muti di fronte alle domande dei numerosi giornalisti lì per loro, anche a chi chiede se vogliono scusarsi con le famiglie delle vittime. Sono arrivati questa mattina alla Procura della Repubblica del Vallese a Sion, Jacques e Jessica Moretti, i titolari del locale Constellation, teatro della strage di Crans Montana. La coppia è arrivata questa mattina poco prima delle 8 nella sede della giustizia elvetica, per essere interrogata- per la prima volta in qualità di oggetto di indagine- per i reati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose a seguito dell’incendio del loro locale in cui la notte di Capodanno hanno perso la vita 40 persone, oltre la metà under 18. Tra loro anche sei ragazzi italiani.
L’AIUTO DEI POLIZIOTTI PER ENTRARE NELL’EDIFICIO
Al loro arrivo, all’ingresso principale della Procura, erano presenti oltre cinquanta giornalisti svizzeri, italiani e francesi. Ad accompagnare Jacques e Jessica Moretti, i loro tre avvocati. Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod. L’emittente pubblica svizzera Rsi spiega che a causa della presenza dei numerosi giornalisti gli imputati e i loro 3 avvocati che li accompagnavano sono stati “impossibilitati a procedere” e perciò “hanno dovuto essere scortati da agenti di polizia che li hanno aiutati a entrare nell’edificio”.
I TEMI AL CENTRO DELL’INTERROGATORIO
Sempre secondo Rsi, al centro dell’interrogatorio odierno dei proprietari del Constellation è la loro situazione personale relativa al patrimonio immobiliare e “salvo imprevisti, i proprietari del bar non saranno interrogati oggi sui fatti dell’inchiesta, in particolare sulle cause che potrebbero aver portato alla morte di 40 persone”. All’incontro di oggi tra gli imputati e i tre procuratori sono inoltre presenti, spiega l’emittente, diversi avvocati che rappresentano le vittime che potranno porre domande agli imputati.
Tra i legali presenti, il quotidiano “Repubblica” cita Sebastien Fanti e Romain Jordan, arrivati in procura poco prima dei Moretti. Entrambi negli ultimi giorni hanno pubblicamente contestato le scelte della Procura, chiedendo l’arresto degli indagati, ad oggi rimasti a piede libero. A motivare la necessità di provvedimenti di limitazione della libertà, principalmente, per gli avvocati, vi è l’effettivo pericolo di fuga dei Moretti che, come cittadini francesi, potrebbero andare in Francia e, di conseguenza, difficilmente verrebbero estradati e processati poi in Svizzera. In alternativa all’arresto, i legali chiedono almeno il blocco dei conti e delle proprietà che scongiurerebbe il pericolo di fuga.
QUEI VIDEO CANCELLATI DAI SOCIAL
E ancora, l’avvocato Jordan ha posto anche un’altra questione che motiverebbe l’arresto, ovvero la possibilità concreta di inquinamento probatorio. Il legale, che rappresenta diverse famiglie di vittime francesi, ha infatti denunciato che la notte di Capodanno, mentre ancora “Le Constellation” andava a fuoco, nelle prime ore della mattina qualcuno si è preoccupato di bloccare il sito web e gli account Facebook e Instagram del locale. E secondo la tesi dell’avvocato l’azione era volta a cancellare video e foto “compromettenti” che avrebbero potuto mostrare e dimostrare le carenze della sicurezza degli ambienti.
Al vaglio degli inquirenti infatti sono proprio le mancanze su quest’ultimo fronte che avrebbero non solo fatto scoppiare e sviluppare velocemente un incendio nel locale- a causa di candele pirotecniche accese sulle bottiglie di champagne e avvicinate al soffitto altamente infiammabile- ma anche impedito la fuga dei ragazzi, rimasti di fatto intrappolati nel seminterrato. Il Comune di Cras-Montana ha ammesso di non aver fatto controlli e ispezioni nel locale per sei lunghi anni, dal 2020 al 2025. Anche l’amministrazione rischia di essere coinvolta e travolta dall’indagine.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)
I LEGALI DELLE VITTIME: “VANNO ARRESTATI, ECCO PERCHÈ”