Shionogi ha annunciato un accordo multimiliardario per l’acquisizione del franchise di farmaci per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) di Tanabe Pharma
![]()
Il dealmaking farmaceutico non accenna a rallentare durante le festività e coinvolge ora anche il Giappone. Shionogi ha annunciato un accordo multimiliardario per l’acquisizione del franchise di farmaci per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) di Tanabe Pharma, che comprende Radicava ORS (edaravone ) in formulazione orale, la versione endovenosa del farmaco e le relative capacità commerciali.
L’operazione prevede un pagamento upfront di 2,5 miliardi di dollari, a cui si aggiungono potenziali royalty future legate al raggiungimento di specifiche condizioni. Una volta completata, a partire dal 1° aprile, l’attività Radicava sarà integrata in una nuova società interamente controllata da Shionogi. Secondo le stime del gruppo, il franchise dovrebbe contribuire con circa 700 milioni di dollari di ricavi globali annui.
Dal punto di vista strategico, l’acquisizione consentirà a Shionogi di dotarsi di una solida piattaforma commerciale nelle malattie rare negli Stati Uniti, un asset chiave per sostenere i lanci futuri in indicazioni ad alta complessità come la sindrome dell’X fragile, la sindrome di Jordan e la malattia di Pompe.
Radicava rappresenta un punto di riferimento nel trattamento della SLA: la formulazione endovenosa ha ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration nel 2017, diventando all’epoca il primo nuovo farmaco per la patologia dopo decenni di stallo terapeutico. Cinque anni più tardi è arrivato anche il via libera statunitense alla versione orale, ampliando significativamente l’accessibilità del trattamento.
L’accordo si inserisce in una fase di intensa attività di M&A per Shionogi, che solo nelle ultime settimane ha acquisito diversi asset early-stage nelle malattie rare da Japan Tobacco Inc. e ha siglato una collaborazione con la biotech svizzera BioVersys per un programma antibiotico in fase preclinica.
Per Tanabe Pharma, la cessione del franchise SLA arriva poco dopo il closing della vendita da 3,3 miliardi di dollari al fondo Bain Capital. All’inizio dell’anno, l’azienda aveva annunciato l’uscita del marchio “Mitsubishi” dalla propria denominazione, avviando una nuova fase come Tanabe Pharma indipendente.
Dove va la ricerca sulla SLA
Negli ultimi anni la ricerca sui nuovi farmaci per la SLA ha accelerato in modo significativo, con una pipeline clinica più ampia ma anche più rigorosa rispetto al passato. Dopo una lunga sequenza di fallimenti, il campo ha progressivamente abbandonato l’idea di un trattamento universale per puntare su approcci biologicamente mirati, che includono la modulazione della neuroinfiammazione, la riduzione dello stress ossidativo, il sostegno del metabolismo energetico neuronale e, soprattutto, una nuova generazione di strategie molecolari avanzate. In questo contesto, oligonucleotidi antisenso (ASO), terapie basate su RNA e programmi di gene therapy mirati a specifiche mutazioni stanno trasformando la SLA in un modello di medicina di precisione, almeno nelle forme genetiche della malattia.
Parallelamente, sono in sviluppo approcci volti a ridurre l’accumulo di proteine neurotossiche come TDP-43, a correggere difetti di trasporto assonale o a modulare risposte cellulari disfunzionali. Nei trial clinici più avanzati i benefici funzionali restano spesso contenuti, ma sempre più spesso accompagnati da biomarcatori robusti, in particolare i neurofilamenti, che stanno ridefinendo i criteri di valutazione dell’efficacia e il confronto con le autorità regolatorie. Nella SLA sporadica i risultati rimangono eterogenei e fortemente dipendenti da sottogruppi di pazienti, ma l’integrazione tra nuove piattaforme molecolari, selezione biologica dei pazienti e disegni di studio più sofisticati segnala un cambio di fase: una ricerca meno spettacolare, ma più matura e potenzialmente capace di tradurre piccoli effetti clinici in nuove opzioni terapeutiche nei prossimi anni.