Strage Crans-Montana: un video inchioda la proprietaria Jessica Moretti che fugge con la cassa


Strage Crans-Montana, un video inchioda la proprietaria Jessica Moretti: fugge con la cassa mentre il locale va a fuoco. Le polemiche: “Troppi errori nelle indagini”

jessica moretti

Il bar trasformato in discoteca va a fuoco con dentro decine e decine di ragazzini intrappolati, molti sono a terra, soffocati dal fumo prima ancora che i loro corpi rischino di finire bruciati dalle fiamme, c’è la calca, il panico e il terrore in chi cerca di fuggire e magari ci riesce. Tra loro, senza guardarsi indietro, ci sarebbe anche una dei titolari, Jessica Maric Moretti, moglie dell’altro proprietario de “Le Constellation”, Jacques Moretti. Un video, secondo quanto trapelato e riportato su alcune testate svizzere e italiane, l’avrebbe ripresa mentre corre, stringendo con sotto braccio la cassa degli incassi della serata, mentre alla fine nel suo locale moriranno 40 persone, per lo più minorenni, e risulteranno 116 feriti, tra loro a decine riporteranno ustioni su oltre la metà del corpo.

SOTTO ESAME I FILMATI DEI TELEFONINI DELLE VITTIME

A una settimana esatta dalla strage del “Le Constellation” di Crans Montana, i due proprietari risultano indagati per omicidio colposo, lesioni corporali colpose e incendio colposo, ma non sono stati oggetto di misure restrittive. Eppure, i numerosi video registrati quella notte, nei momenti tragici dell’incendio, attualmente all’attenzione del pool investigativo, potrebbero dare non solo conferma dei reati ipotizzati, ma anche aggravare la posizione dei Moretti o estendere le responsabilità ad altri soggetti.

Il capo della polizia cantonale Frédéric Gisler ha spiegato alla stampa che ci verranno giorni per visionare tutti i video e selezionare quelli utilizzabili come prove, per accertare ogni responsabilità del disastro di Capodanno. Si tratta di immagini riprese dai cellulari degli stessi ragazzi che si trovavano lì, girate dai sopravvissuti ma anche dalle vittime. Ma sono stati acquisiti dagli investigatori anche i filmati delle telecamere interne al bar e delle due installate sui lampioni fuori dal locale. Si terrà poi conto delle testimonianze di chi è riuscito a fuggire. Tutta la ricostruzione di quella notte è nelle mani del pool investigativo, dei tecnici della polizia della Scuola di scienza criminale dell’università di Losanna e dell’Istituto svizzero di polizia e agli specialisti dell’Istituto forense di Zurigo.

“TROPPI ERRORI NELLE INDAGINI”: NEL MIRINO ANCHE LA PROCURATRICE GENERALE

Al momento non mancano però le polemiche per come sono state gestite le indagini sulla strage di Crans Montana, fin dall’inizio. Sotto accusa in particolare è finita la procuratrice generale vallesana, Béatrice Pilloud, nel mirino dei legali dei familiari delle vittime. Come spiega l’emittente svizzera SRF, gli avvocati puntano il dito per quattro ragioni, tra cui, in primis, il mancato arresto dei proprietarie del locale e per non aver provveduto, entro le prime 48 ore dalla strage, a perquisire le loro proprietà- case, locali, uffici- ma anche gli uffici comunali che non hanno provveduto ai doverosi controlli da diversi anni, per ammissione degli stessi rappresentanti amministrativi.

UN VIDEO DEL 2019 POTREBBE AGGRAVARE LA POSIZIONE DEI MORETTI

Sono poi contestate anche le tre ipotesi di reato addebitate ai Moretti: si parla di omicidio colposo, lesioni corporali colpose e incendio colposo. Come riferisce SRF, da un video girato nel locale nel 2019, è possibile vedere un dipendente che invitava già allora i presenti a far attenzione con il fuoco, durante una serata in cui si festeggiava sempre a base di bottiglie con dei candelotti al posto dei tappi. Tutto fa quindi supporre che i rischi fossero noti: in questo caso l’accusa potrebbe passare al dolo eventuale, con ipotesi di reato più severe e pene detentive maggiori. E ancora: non è stata aperta al momento un’inchiesta penale anche contro il Comune che ha ammesso di non aver disposto ispezioni e controlli- come di sua competenza- dal 2019.

DOMANI LA CERIMONIA DI CORDOGLIO CON I RAPPRESENTANTI DI 37 PAESI

Intanto la Svizzera si prepara alla giornata di cordoglio in omaggio alle vittime. Domani, venerdì 9 gennaio, si osserverà alle 14.00 un minuto di silenzio e di commemorazione delle vittime in tutto il Paese. Mentre nel canton Vallese sono attesi un migliaia di ospiti per la cerimonia ufficiale con i rappresentanti del governo federale svizzero e di 37 Paesi, oltre che dell’Ue. Per l’Italia ha confermato la partecipazione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per la Francia con il Presidente Emmanuel Macron. Parteciperà anche la Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola. Il programma prevede letture, gesti simbolici, esibizioni musicali e discorsi di funzionari governativi. sciatori.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)