Enorme, arrugginita e vuota: perché gli Usa hanno fermato Bella 1? Intanto la Casa Bianca raddoppia: sono 2 le petroliere sequestrate
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“Puoi correre, ma non puoi nasconderti”: è il monito che la Casa Bianca, dai suoi canali social, lancia alla “flotta fantasma”, allegando un video, ripreso dai monitor, del doppio abbordaggio portato a termine con successo oggi, mercoledì 7 gennaio, dalla Guardia Costiera statunitense.
Infatti oltre ad aver fermato la corsa di Bella 1, la petroliera battente bandiera russa accusata di aver violato sanzioni americane nei confronti del Venezuela, ad appena 200 chilometri dall’Islanda, lo stop è arrivato anche a una seconda nave, la “Sophia M”, per lo stesso motivo. “Questa mattina, prima dell’alba, la Guardia Costiera statunitense ha abbordato due petroliere della Flotta Fantasma nel Mar Atlantico settentrionale e in acque internazionali vicino ai Caraibi– riporta il post della Casa Bianca- Entrambe le navi erano attraccate in Venezuela o in rotta verso di esso”.
Insomma, l’amministrazione Trump invia il messaggio forte e chiaro che, dopo la destituzione del presidente venezuelano Nicolas Maduro, non transigerà in alcun modo sul blocco navale alle petroliere che violano le sanzioni e operano nei pressi del Venezuela. Una misura che va a toccare direttamente anche gli interessi russi, come si è visto oggi, e che rischia di mandare all’aria i delicati rapporti tra i big del mondo.
ARMI RUSSE VERSO IL VENEZUELA?
È il quotidiano inglese “The Guardian” a porsi diversi interrogativi sulle ragioni effettive dell’interesse americano per “un’enorme e arrugginita petroliera” che galleggiava verso nord nell’Atlantico e che è finita sequestrata dalle forze armate statunitensi, mentre l’esercito russo si precipitava in sua difesa. “Pur non trasportando petrolio, la nave lunga 300 metri ha chiaramente un valore- spiega il quotidiano- Le teorie sul perché vadano dalla speculazione che nello scafo siano nascoste armi russe di alto valore, alla possibilità che la nave diventi un trofeo simbolico in una lotta di potere transatlantica tra Washington e Mosca”.

IL BLOCCO NAVALE USA
Di fatto, la nave diventata un caso mondiale “fa parte da tempo delle flotte ombra o fantasma utilizzate da Russia, Iran e Venezuela per eludere le sanzioni occidentali”, spiega The Guardian. Insomma, per anni, Bela 1 e una flotta di navi ‘ombra’ hanno trasportato merci e carburante a basso costo in tutto il mondo, inclusa la Cina, bypassando sanzioni, norme e regolamenti internazionali. Washington dal mese scorso ha stretto le maglie contro queste imbarcazioni, quando ha imposto un blocco navale alle petroliere che violano le sanzioni e operano nei pressi del Venezuela. E la Marinera, o Bella 1, è stata braccata perché è tra le decine di petroliere che hanno cercato di sfuggire a questo blocco.
“UNA ROTTA NOTA PER TRAFFICI ILLECITI DI ARMI“
Sebbene oggi non trasportasse petrolio, il Guardian suggerisce che comunque “all’interno della nave potrebbe esserci qualcosa di valore per Mosca” anche perché “la rotta che ha seguito in precedenza tra Iran e Venezuela potrebbe essere già stata utilizzata per traffici illeciti, anche di armi”. A rafforzare questa ipotesi è l’intervento di John Foreman, ex addetto alla difesa del Regno Unito a Mosca, che -intervistato dal quotidiano- sul perché dell’iniziativa degli Usa, avrebbe a sua volta risposto con un interrogativo: nella nave “potrebbero esserci armi russe destinate al Venezuela?”.
LA FLOTTA FANTASMA: QUANTE NAVI, COSA TRASPORTANO E DA DOVE PROVENGONO?
Del resto, le notizie sulla flotta fantasma non sono univoche, non si sa nemmeno quante navi precisamente potrebbero farne parte e da quale Paese provengano o siano destinate. The Guardian parla genericamente di “decine di navi”. Il fenomeno delle navi borderline sarebbe cresciuto esponenzialmente in seguito all’invasione russa dell’Ucraina e alla crisi energetica derivata dal conflitto: nel 2022 le agenzie specializzate specializzate contavano di 97 vascelli di questo genere.
Lo scorso 18 dicembre il Consiglio dell’Unione europea ha imposto misure restrittive nei confronti di 41 navi della “flotta ombra” russa di “petroliere e che contribuiscono agli introiti della Russia provenienti dall’energia”, portando il totale a 591 navi sotto ‘embargo’. Ma il numero sarebbe molto più grande per Dimitris Ampatzidis, Senior risk analyst di Kpler, società di strumenti di intelligence commerciale per i mercati globali. L’esperto, intervistato dal Corriere della Sera, rivela che, secondo gli ultimi dati, la shadow fleet arriverebbe fino a 3.200 navi impegnate a trasportare carichi sotto sanzione europea o americana, soprattutto petrolio e gas da Russia, Iran e Venezuela. In dettaglio, Ampatzidis rivela che lo scorso novembre la flotta ombra poteva contare su 3.252 vascelli in attività, capaci di trasportare ogni mese circa 300-350 milioni di barili di greggio, destinati a Cina, India, Europa, Turchia, Singapore, Malaysia, Emirati Arabi.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)