Alta tensione a Minneapolis: donna uccisa da agente anti-immigrazione


A Minneapolis una donna di 37 anni è stata uccisa durante un’operazione federale contro l’immigrazione: a cinque anni di distanza dalla morte di George Floyd la tensione torna altissima

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Una cittadina americana di 37 anni è stata uccisa a Minneapolis, durante un’operazione di Polizia condotta dalle forze legate al tanto discusso reparto federale Ice, che si occupa di immigrazione clandestina (si chiama Immigration and Customs Enforcement). La vittima si chiama Renee Nicole Good, era nata in Colorado e aveva un figlio di sei anni avuto dal marito morto due anni fa a 36 anni, Timmy Ray Macklin Jr, comico. Renee Nicole Good è morta perchè un agente le ha sparato attraverso il parabrezza dell’auto: il fatto è successo a pochi isolati dal luogo dove cinque anni fa l’uccisione di George Floyd (era il 25 maggio 2020), un caso che poi scatenò un’ondata di proteste e rivolte di piazza in tutta America al motto di ‘Black Lives Matter‘. E ora la miccia potrebbe riaccendersi: nel Minnesota si sono già svolte diverse manifestazioni di protesta e si teme l’innescarsi di rivolte.

TENSIONE ALLE STELLE

La tensione ora è molto alta, anche perchè i contorni della vicenda non sono ancora chiari. La segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem ha parlato di un’azione necessaria per salvare la vita dell’agente, poi trasportato in ospedale e dimesso. Il presidente Donald Trump ha rilanciato questa versione e ha preso la parte dell’agente di Polizia che ha sparato, sostenendo che abbia agito per autodifesa: “Ho visto il video di Minneapolis, è orribile da guardare”, ha scritto sui social, definendo la vittima “turbolenta”.
Per il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, invece, la donna è stata colpita a bruciapelo. Pubblicamente, in conferenza stampa, si è scagliato contro la versione della Polizia usando la parola “bullshits” (stronzate): “Si tratta di un agente che ha abusato del suo potere in modo sconsiderato, causando la morte di una persona”.

IL VIDEO

Sui social circola un video che mostra il momento dello sparo: si vedono alcuni agenti che si avvicinano a un suv fermo in mezzo alla strada e dicono alla persona alla guida di scendere. Quando uno dei federali afferra la maniglia della portiera, il veicolo fa prima retromarcia e poi avanza sfiorando uno degli agenti. A quel punto un altro agente, posizionato davanti all’auto, estrae l’arma e spara a bruciapelo almeno due colpi a distanza ravvicinata contro l’auto. Il Suv poi va a finire contro due auto parcheggiate su un marciapiede e si ferma. In sottofondo si sentono grida. Renee Nicole Good, che era alla guida dell’auto, è morta poche ore dopo in ospedale per le ferite d’arma da fuoco riportate alla testa: le foto che sono rilanciate dai media mostrano l’airbag dell’auto esploso e tutto sporco di sangue.

LE ACCUSE DEL SINDACO

La sparatoria in cui è morta la 37enne è avvenuta nel pieno di una massiccia operazione federale che ha portato a oltre 1.500 arresti in Minnesota nelle ultime settimane. Secondo il governo, si tratta di un’offensiva necessaria contro criminali e “terroristi interni”, ma per gran parte della cittadinanza si tratta di un clima di militarizzazione senza precedenti. Il sindaco di Minneapolis, democratico, ha affermato: “C’è poco che io possa dire per migliorare questa situazione, ma ho un messaggio per la nostra comunità, per la nostra città e un messaggio per l’Ice: andatevene da Minneapolis“, ha affermato il sindaco.

Questo il commento del sindaco di New York Zohran Mamdani: “Non so quello che il presidente farà ma posso dire quello che ho detto direttamente a Trump, ovvero che questi raid sono crudeli e disumani e non fanno nulla per la sicurezza pubblica. Quello che i newyorkesi vogliono è una città che è sicura, dove si sentono sicuri a uscire di casa. Continueremo a dire che questa città è a fianco dei migranti e rispetta le norme di una città santuario”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)