Strage di Crans-Montana: a Milano l’ultimo saluto a Chiara Costanzo


Strage di Capodanno Crans Montana, a Milano in centinaia per Chiara Costanzo, il papà: “Ora scoperchiare tutto”

funerale chiara costanzo

Una basilica gremita, il silenzio rotto solo dai singhiozzi e un lungo applauso all’uscita del feretro. Milano si è stretta questo pomeriggio, mercoledì 7 gennaio, attorno alla famiglia di Chiara Costanzo per l’ultimo saluto alla giovane scomparsa nella tragedia di Capodanno a Crans Montana, sulle alpi svizzere. Le esequie si sono svolte nella basilica di Santa Maria delle Grazie in un clima di profonda commozione e partecipazione. Davanti alla chiesa e all’interno della basilica si sono radunati centinaia di ragazzi, amici e coetanei, arrivati in silenzio per accompagnare Chiara nel suo ultimo viaggio. Una presenza composta, segnata da abbracci e lacrime, che ha restituito l’immagine di una comunità ferita ma unita.

IL MINISTRO VALDITARA: “ACCERTARE LA VERITÀ”, TRA I PARTECIPANTI ANCHE LILIANA SEGRE

Prima della celebrazione, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha incontrato i familiari della giovane. Il ministro ha richiamato il tema della sicurezza e della ricerca della verità: “Vediamo di accertare al più presto la verità in Svizzera. Credo che questi ragazzi insegnino tante cose: dobbiamo puntare sempre di più sul tema della sicurezza, che peraltro è anche previsto nelle scuole. Dobbiamo sapere affrontare questa tematica, la sicurezza, è un tema strategico”. Alle esequie ha partecipato anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, presente anch’egli accanto ai familiari e ai tanti giovani accorsi per l’ultimo saluto. Presente alla cerimonia anche la senatrice a vita Liliana Segre. La senatrice, insieme alla sua scorta, è arrivata poco dopo l’inizio della celebrazione nella basilica di Santa Maria delle Grazie.

IL PADRE: “ABBIAMO SETE DI VERITÀ”

A dare voce al dolore e alla richiesta di giustizia è stato il padre di Chiara, Andrea Costanzo, che prima della funzione ha affidato il suo messaggio a parole scandite dall’emozione: “Chiara aveva voglia di vita ed è stata costretta troppo presto a rinunciare ai suoi sogni. Nessun ragazzo dovrebbe farlo. L’Italia ci ha abbracciato con umanità e sensibilità straordinarie, ora però è il momento di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c’è. Abbiamo sete di verità e vogliamo che tragedie come questa non accadano mai più”. La partecipazione corale ai funerali ha trasformato il dolore in un momento condiviso di raccoglimento e responsabilità, nel segno di una città che chiede verità e sicurezza per i suoi giovani.

IL RIENTRO A SCUOLA DEGLI STUDENTI NEI TRE LICEI DI MILANO SCONVOLTI DALLA STRAGE

In tutte le scuole d’Italia, di ogni ordine e grado, il ritorno sui banchi dopo le vacanze di Natale è iniziato con il minuto di silenzio in memoria e in ricordo delle giovani vittime della strage di Crans-Montana. Ma in alcuni istituti il rientro a scuola per gli studenti è stato più duro che per tutti gli altri. Così a Milano nel liceo Virgilio, al liceo Moreschi e al liceo artistico delle Orsoline. In tre classi di ciascun istituto infatti stamattina vi erano diversi banchi tristemente vuoti.

Nella 3 D del liceo Virgilio dell’indirizzo Scienze Umane sono 4 i banchi vuoti, ma si spera che al più presto potranno tornare ad essere occupati. Francesca, SofiaLeonardo e Kean, tutti 16enni, sono tra gli oltre 100 feriti nella strage di Capodanno del Crans Montana. Le due ragazze e Kean sono stati trasferiti al Centro grandi Ustionati del Niguarda di Milano, Leonardo è ancora in Svizzera, al momento le sue condizioni sono troppo gravi e non è trasportabile. Oggi i loro compagni di classe sono stati accolti da una task force di psicologi preparati per la gestione emotiva post trauma. Tra loro, il vicepresidente di Sipem SOS Lombardia, lo psicologo e psicoterapeuta Ivan Giacomel: “Più che frasi o parole mi vengono in mente le lacrime, le lacrime sono state le grandi protagoniste di oggi”, il suo commento rilasciato ai cronisti all’uscita dell’istituto.

Nella 3AL al liceo Moreschi invece Chiara Costanzo, una delle sei vittime italiane, non tornerà più: all’ingresso, a fianco delle scalinate, questa mattina sono state poste margherite e rose bianche per lei. Oltre al minuto di silenzio, nella classe di Chiara si è avuto un momento di commemorazione , mentre l’istituto ha attivato una psicologa e una pedagogista per gli alunni e i docenti.

Infine lezioni ferme, supporto psicologico e un momento di preghiera stamane anche al liceo artistico delle Orsoline, frequentato da un’altra vittima, Achille Barosio, 16 anni.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)