Continua la fuga della Bella 1 (che ora si chiama Marinera): Mosca ha mandato una nave militare a scortare la petroliera inseguita dagli Stati Uniti
![]()
Nessuno tocchi Bella 1. La Russia ha dispiegato almeno un’unità navale militare per intercettare e scortare la petroliera che le forze statunitensi stanno cercando di intercettare e confiscare da settimane. Lo ha rivelato al New York Times un funzionario americano a conoscenza dell’operazione.
La mossa del Cremlino intensifica drammaticamente lo scontro tra Washington e Mosca attorno alla nave cisterna, conosciuta fino a poco tempo fa come Bella 1 e recentemente ribattezzata Marinera. Da settimane la petroliera è nel mirino degli Stati Uniti dopo aver tentato di sfuggire a un blocco parziale imposto al Venezuela, mentre la Russia ha progressivamente aumentato le misure per garantirne la protezione.
Secondo i dati di tracciamento marittimo forniti da MarineTraffic, l’imbarcazione sta procedendo in direzione nord-est nell’Oceano Atlantico, transitando tra Islanda e Gran Bretagna con il transponder di localizzazione operativo. Da questa posizione, potrebbe puntare verso il Mar Baltico oppure circumnavigare la penisola scandinava per raggiungere Murmansk, il porto artico russo che resta navigabile tutto l’anno grazie all’assenza di ghiacci.
La Guardia Costiera americana aveva bloccato la petroliera nel Mar dei Caraibi il 21 dicembre scorso. La nave, proveniente dall’Iran, era in rotta per caricare greggio in territorio venezuelano. All’epoca, le autorità statunitensi avevano comunicato di possedere un mandato di sequestro per la nave, sostenendo che non navigasse sotto una bandiera nazionale legittima. Tuttavia, la Bella 1 aveva opposto resistenza, rifiutando l’abbordaggio e dirigendosi verso l’Atlantico, tallonata dalle forze americane.
A quel punto è iniziata una serie di manovre per respingere l’azione statunitense. L’equipaggio in fuga ha dipinto una bandiera russa sulla fiancata dello scafo, la petroliera è stata rinominata e registrata in un database ufficiale delle imbarcazioni russe, mentre Mosca ha presentato una protesta diplomatica formale a Washington chiedendo la cessazione dell’inseguimento.
La petroliera appartiene alla cosiddetta “flotta ombra”, un insieme di navi che ha trasportato petrolio per conto di Russia, Iran e Venezuela, aggirando le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e da altri paesi occidentali. Almeno altre tre navi cisterna attive in territorio marittimo venezuelano nelle ultime settimane hanno cambiato bandiera negli ultimi giorni, scrive il Nyt.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)