Voli cancellati nello Yemen: decine di turisti italiani bloccati sull’isola di Socotra


Oltre 400 turisti, tra cui 86 italiani, sono rimasti bloccati sull’isola di Socotra, nel mare Arabico al largo delle coste dello Yemen, dopo la cancellazione dei voli di rientro

socotra

Oltre 400 turisti, tra cui 86 italiani, sono rimasti bloccati sull’isola di Socotra, nel mare Arabico al largo delle coste dello Yemen, dopo la cancellazione dei voli di rientro causata dall’escalation di tensioni armate e chiusura dello spazio aereo. Il volo di ritorno verso gli Emirati Arabi Uniti (effettuato dalla compagnia low cost Air Arabia) è stato infatti sospeso a tempo indeterminato e ai turisti è stato sconsigliato di spostarsi. Fonti locali hanno confermato che oltre i turisti non sono ancora riusciti a partire e attendono informazioni sulle operazioni di rientro, mentre le autorità isolane stanno tentando di gestire la situazione di emergenza.

Un episodio simile era già accaduto a maggio 2024, sempre a Socotra, quando 15 turisti italiani erano stati costretti a prolungare la loro vacanza sull’isola.

L’isola di Socotra, Patrimonio dell’Unesco, è famosa per essere considerata un “paradiso”: è infatti chiamata anche “la Galapagos dell’oriente” e ospita tantissime specie di piante e animali che non si trovano da nessun’altra parte del mondo.

Secondo quanto riportato da Repubblicaalcuni dei turisti italiani contattati hanno assicurato di essere in buona salute, pur vivendo una situazione di incertezza: molti sono bloccati sull’isola dal 1° gennaio e non sanno ancora quando potranno lasciare il territorio.

“Io sarei dovuto rientrare venerdì ma dal 31 qui è tutto bloccato – racconta un turista al Corriere arrivato a Socotra con la famiglia il 26 dicembre -. Sull’incolumità nessuno ha timore. Sappiamo che questa è un’isola lontana dalle guerre, ma sul rientro più passa il tempo e più la preoccupazione aumenta. Ogni giorno, alle 4 del mattino, il vicesindaco di Socotra ci manda informazioni via whatsApp: un giorno l’ipotesi è un volo sul Cairo, il giorno dopo una nave cargo per l’Oman con una traversata di 48 ore. Oggi ci hanno parlato di un volo su Gedda, in Arabia Saudita. Sembra che lo Yemen abbia aperto l’area di volo, ma nessuno vuole andare lì”. Il problema più grande? “Ognuno di noi avrà si e no 300 dollari in contanti a testa. Finiti quelli, non sappiamo come pagare: non tutte le agenzie sono disposte a supportarci- continua- Fortuna che qui gli abitanti sono gentilissimi. Alcuni si sono persino offerti di ospitarci ma la situazione è seria”.

La Farnesina ha attivato immediatamente la sua unità di crisi, che sta lavorando in stretto raccordo con i tour operator e con l’ambasciata italiana competente, con sede a Riad, in Arabia Saudita, per organizzare il rientro dei connazionali e fornire assistenza. La comunicazione ufficiale invita chiunque sia coinvolto a mantenere contatti costanti con il proprio tour operator e con le autorità diplomatiche per aggiornamenti sulla situazione.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)