Artrite reumatoide: esposizione a pesticidi aumenta il rischio


L’esposizione a inalanti occupazionali, quali silice, amianto, solventi, pesticidi, fertilizzanti, polveri animali e gas di scarico, aumenta significativamente il rischio di sviluppare artrite reumatoide

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L’esposizione a inalanti occupazionali, quali silice, amianto, solventi, pesticidi, fertilizzanti, polveri animali e gas di scarico, aumenta significativamente il rischio di sviluppare artrite reumatoide (AR).  Questo il responso di una revisione sistematica della letteratura, con annessa e metanalisi di 31 studi, pubblicata su Arthritis & Rheumatology, che fornisce la più ampia sintesi disponibile del legame tra inalanti lavorativi e AR, indicando un incremento del rischio compreso tra il 20% e il 50% a seconda del tipo di esposizione.

Razionale e obiettivi dello studio
L’AR, come è noto, è una malattia autoimmune cronica caratterizzata da infiammazione articolare, disabilità progressiva e incremento della mortalità.  È noto che il fumo rappresenta il principale fattore di rischio ambientale per l’AR sieropositiva, ma il ruolo di altri inalanti respiratori, in particolare quelli di origine occupazionale, rimane meno chiaro. Queste sostanze – polveri di silice, amianto, solventi organici, pesticidi o fumi di scarico – possono indurre infiammazione e risposte immunitarie locali a livello polmonare, avviando processi di autoimmunità sistemica.

I ricercatori si sono proposti, con questo lavoro, di sintetizzare criticamente tutte le evidenze epidemiologiche disponibili sull’associazione tra l’esposizione professionale a inalanti e il rischio di sviluppare AR, valutando anche eventuali differenze legate al sesso, alla sieropositività e alla qualità metodologica degli studi.

Disegno dello studio
È stata condotta, in primis, una revisione sistematica della letteratura pubblicata sull’argomento fino a novembre 2024, condotta sui principali database bibliografici biomedici (Pubmed, Embase), che ha portato all’identificazione di tutti gli studi osservazionali (coorte, caso-controllo, trasversali) che riportavano dati originali su esposizione a inalanti lavorativi e AR diagnosticata con criteri validati (ACR 1987, ICD, conferma medica o cartelle cliniche).

Complessivamente sono stati identificati 5824 record, di cui 31 studi (15 caso-controllo, 12 di coorte, 4 trasversali) soddisfacevano i criteri di eleggibilità.
Venticinque studi, rappresentanti 28 popolazioni indipendenti, sono stati inclusi nella metanalisi su dieci diverse categorie di inalanti: silice, amianto, solventi, pesticidi, fertilizzanti, polveri animali, polveri di legno, polveri tessili, fumi di motore e nebbie oleose. Le stime sono state sintetizzate con modelli ad effetti casuali, utilizzando il rischio relativo (RR) come misura comune.

Risultati principali
Associazione globale tra inalanti e rischio di AR
Sette delle dieci esposizioni analizzate risultano significativamente associate ad un aumento del rischio di AR. I fertilizzanti hanno mostrato l’incremento maggiore (RR:1,49; IC95%: 1,13-1,97), seguiti dai gas di scarico (RR:1,45; IC95%:1,19-1,76), silice (RR:1,36; IC95%:1,18-1,56), pesticidi (RR: 1,32; IC95%:1,02-1,7), amianto (RR:1,39; IC95%:1,05-1,84), solventi (RR: 1,27; IC95%: 1,03-1,58) e polveri animali (RR:1,25; IC95%: 1,05–1,48).
Sebbene per polveri tessili, legno e nebbie oleose le associazioni non abbiano raggiunto la significatività statistica, le direzioni degli effetti sono rimaste coerenti, suggerendo un potenziale rischio sottostante.

Eterogeneità e bias di pubblicazione
L’eterogeneità tra studi era nulla per fertilizzanti, gas di scarico e polveri animali, moderata per solventi, pesticidi, legno e olio, e alta per silice, tessuti e amianto. Non sono emerse evidenze di bias di pubblicazione nel confronto silice-RA (test di Egger p=0,69)

Analisi stratificate
Non sono state osservate differenze sostanziali tra studi di coorte e caso-controllo, né tra uomini e donne. Tuttavia, il rischio era lievemente più alto per gli uomini esposti ad amianto, solventi e pesticidi, in linea con la maggiore presenza maschile in occupazioni a rischio. Le associazioni risultavano leggermente più forti per AR sieropositiva rispetto a sieronegativa, in particolare per silice e amianto, ma con ampi intervalli di confidenza sovrapposti.

Esposizioni specifiche e nuove evidenze
Oltre alle dieci categorie incluse nella metanalisi, sono stati identificati altri inalanti significativamente associati ad AR in singoli studi: fungicidi (OR:2,1), fumi di saldatura (OR:1,8), fibre minerali artificiali (OR:1,78), polveri di cellulosa (OR:1,37) e metalli pesanti come cadmio (OR; 1,28). Queste associazioni, sebbene non sintetizzabili per scarsità di dati, indicano una possibile relazione più ampia tra agenti inalabili e processi autoimmuni,

Interpretazione dei risultati e implicazioni cliniche
Nel commenrare i risultati, i ricercatori hanno sottolinato come la metanalisi suffraghi l’ipotesi della “mucosal origin” dell’AR, secondo la quale l’infiammazione e la risposta immunitaria indotte da inalanti respiratori portano alla citrullinazione proteica nei polmoni e alla produzione di autoanticorpi ACPA, avviando una cascata infiammatoria sistemica che culmina nella sinovite cronica.

Le esposizioni lavorative agiscono quindi come fattori ambientali modificabili, analoghi al fumo, capaci di innescare meccanismi autoimmuni in soggetti geneticamente predisposti.

In conclusione, i risultati di questa metanalisi hanno confermato dati precedenti, già presenti in letteratura, e suggeriscono che la prevenzione ambientale in ambito lavorativo potrebbe essere cruciale per ridurre l’incidenza di AR e di altre malattie autoimmuni legate a esposizioni respiratorie.

Bibliografia
Liu Q et al. Exposure to occupational inhalants and the risk of developing rheumatoid arthritis: A systematic review and meta-analysis. Arthritis Rheumatol. 2025 Nov 27. doi: 10.1002/art.43446. Epub ahead of print. PMID: 41310962.
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