Venezuela: la Cina chiede il rilascio di Maduro, detenuto negli Stati Uniti


Venezuela, dopo il raid americano Maduro è arrivato a New York e si trova in carcere a Brooklyn. La Cina ne chiede il rilascio

cilia flores

Nicolas Maduro e la moglie, Cilia Flores, sono arrivati a New York, negli Stati Uniti. Rimbalzano sui media di tutto il mondo le immagini del presidente del Venezuela deposto accompagnato dagli agenti della Dea che lo scortano al suo arrivo nella Grande Mela. A condividere la clip Rapid Response 47, l’account di risposta rapida della Casa Bianca.

Dopo la cattura e il viaggio a bordo della nave d’assalto USS Iwo Jima, Maduro è stato portato alla base della Guardia Nazionale Aerea Stewart a Newburgh, New York e poi trasferito in elicottero al Metropolitan Detention Center di Brooklyn. Si tratta della stessa prigione federale che ha ospitato il rapper Sean ‘Diddy’ Combs durante il suo processo per traffico di prostituzione o Ghislaine Maxwell, l’ex compagna di Jeffrey Epstein. C’è anche Luigi Mangione, il ventisettenne accusato di aver sparato e ucciso l’amministratore delegato della UnitedHealthcare, Brian Thompson.

Maduro, incriminato insieme alla moglie per narcoterrorismo, traffico di droga e uso di armi da guerra, ci resterà in attesa di essere processato.

Intanto, la Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere i poteri e le funzioni di presidente ad interim. Parlando sulla tv di Stato, lei stessa si è rivolta alla nazione chiedendo il rilascio di Maduro e, criticando l’attacco statunitense, ha affermato che il 63enne è l’unico presidente del Venezuela. Parole in contrasto a quelle della leader di opposizione María Corina Machado, la quale ha chiesto, invece, che fosse Gonzales ad assumere il ruolo. È stato Trump, però, a chiarire come si muoveranno le cose nelle prossime settimane. Gli Stati Uniti “gestiranno” il Venezuela “fino a quando non sarà possibile realizzare una transizione sicura, appropriata e giudiziosa”ha spiegato durante la conferenza convocata a Mar-a-lago subito dopo i raid in Venezuela.

IL NEO SINDACO DI NEW YORK MAMDAN CRITICA L’OPERAZIONE: “UN ATTO DI GUERRA E UNA VIOLAZIONE DEL DIRITTO FEDERALE E INTERNAZIONALE”

Il neo sindaco di New York Mamdani ha criticato l’operazione in Venezuela e quanto deciso da Trump. Su X ha scritto: “Questa mattina sono stato informato della cattura da parte dell’esercito statunitense del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie, nonché della loro prevista detenzione in custodia federale qui a New York City. Attaccare unilateralmente una nazione sovrana è un atto di guerra e una violazione del diritto federale e internazionale“.

Il primo cittadino ha aggiunto che “Questa palese ricerca di un cambio di regime non riguarda solo chi si trova all’estero, ma ha un impatto diretto sui newyorkesi, comprese decine di migliaia di venezuelani che chiamano questa città casa. La mia attenzione è rivolta alla loro sicurezza e a quella di ogni newyorkese, e la mia amministrazione continuerà a monitorare la situazione e a emanare le opportune linee guida”.

Intanto, sempre tramite X, Starlink ha annunciato che “fornirà un servizio di banda larga gratuito al popolo venezuelano fino al 3 febbraio, garantendo una connettività continua”.

LA CINA CHIEDE IL RILASCIO DI MADURO E SUA MOGLIE

In una nota ufficiale, “la Cina esprime profonda preoccupazione per il sequestro forzato del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie da parte degli Stati Uniti, che li hanno portati fuori dal Paese. La mossa degli Stati Uniti viola chiaramente il diritto internazionale, le norme fondamentali delle relazioni internazionali e gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite”.

Per questo “chiede agli Stati Uniti di garantire la sicurezza personale del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, di rilasciarli immediatamente, di smettere di rovesciare il governo del Venezuela e di risolvere i problemi attraverso il dialogo e la negoziazione”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)