Nuovo appuntamento con Report e le sue inchieste domenica 4 gennaio, alle 20.30, su Rai 3 e RaiPlay. Il primo servizio a cura di Paolo Mondani
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Nuovo appuntamento con Report e le sue inchieste domenica 4 gennaio, alle 20.30, su Rai 3 e RaiPlay. Il primo servizio a cura di Paolo Mondani, con la collaborazione di Marco Bova e Roberto Persia, è intitolato “La banalità del nero”. Report torna a occuparsi delle stragi degli anni ’90, ricostruendo gli ultimi giorni di lavoro di Paolo Borsellino e le sue indagini sulla morte dell’amico Giovanni Falcone.
Luca Chianca con la collaborazione Alessia Marzi, presenta invece “L’amianto uccide ancora”: In Italia oltre 226 mila ettari di superficie a terra e a mare ricadono nel perimetro di un Sin, Sito di interesse nazionale da bonificare. Ad oggi se ne contano ben 42, ma la bonifica definitiva ha raggiunto solo il 6% dei suoli che sono stati perimetrati nei vari decenni dal Ministero dell’Ambiente. Procedendo di questo passo, con una media di 11 ettari bonificati all’anno, ci vorranno mediamente almeno 60 anni ancora prima di vedere l’iter concluso. Tra questi c’è Casale Monferrato, dove l’amianto, un minerale messo al bando dal 1992, uccide ancora.
A seguire “I banditi di Hurden” di Sacha Biazzo, con la collaborazione di Cristiana Mastronicola e Luigi Scarano. Report ricostruisce sulla base di e-mail riservate il ruolo che ex agenti del Mossad e uomini di primo piano del governo d’Israele avrebbero avuto nel tentativo di influenzare uno dei maxi-processi più rilevanti degli ultimi anni, quello che vedeva imputato il miliardario svizzero a capo dell’Eternit, l’azienda che ha esportato manufatti in amianto in tutto il mondo.
Per Lab Report il servizio “Mens sana cercasi” di Marzia amico, Giulia Sabella, con la collaborazione di Celeste Gonano: nel nostro Paese i disturbi mentali – ansia e depressione soprattutto – colpiscono una persona su sei. L’emergenza, peggiorata col Covid, non riguarda solo gli adulti, ma anche due milioni tra bambini e ragazzi che soffrono di problemi legati alla salute mentale. Chi vuole curarsi deve spesso districarsi tra liste d’attesa infinite, nel pubblico, e costi proibitivi, nel privato.