La Fiorentina ufficializza il prestito di Manor Solomon, esterno d’attacco israeliano in arrivo dal Tottenham, e in città scoppia il caso politico
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La Fiorentina ufficializza il prestito di Manor Solomon, esterno d’attacco israeliano in arrivo dal Tottenham, e in città scoppia il caso politico. Lo apre Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra italiana e assessore alla Cultura, al Lavoro e alle Politiche giovanili del Comune di Sesto Fiorentino. “Non sei il benvenuto a Firenze”, scrive sui propri canali social. “È stato appena ufficializzato l’arrivo del calciatore israeliano Solomon alla Fiorentina. Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e non può rappresentare la nostra città e la Fiorentina”, scrive nel post.
Parole su cui, a stretto giro, si scaglia Fratelli d’Italia: “Essere cittadino israeliano non è una colpa. L’assessore Madau pensi ai problemi di Sesto Fiorentino. Sull’aeroporto possiamo pensarla diversamente, ma non litighiamo sulla Fiorentina dove, in questo momento, serve solo unità per salvarsi. Che colpa potrà mai avere un ragazzo di 26 anni sul genocidio a Gaza? La guerra divide, lo sport, invece, unisce. E questo lo dovrebbe sapere anche l’assessore alla Cultura di Sesto Fiorentino”, interviene il consigliere di Fratelli d’Italia a Palazzo Vecchio, Alessandro Draghi, con il capogruppo di Fdi a Sesto, Stefano Mengato.
CARRAI: “GRAVISSIME LE PAROLE DELL’ASSESSORE MADAU”
Sul caso si fa sentire anche il console onorario d’Israele per Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, Marco Carrai: “Trovo gravissime le parole dell’assessore Madau. Per fortuna Firenze, città di Pace e di accoglienza, ha valori universali più grandi di queste disgustose parole“. Secondo Carrai “chi parla di pace e dichiara non gradite le persone, è al pari, in linea di pensiero, di coloro che spingevano nei forni crematori gli ebrei ritenendosi innocenti e con la coscienza pulita solo perché avevano ricevuto l’ordine di farlo”. Per questo “mi auguro che tutti, nessuno escluso, prendano le distanze da queste inumane parole, foriere di odio”.
Quelle dell’assessore Madau sono affermazioni “gravi, incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre”, interviene pure il consigliere regionale di Iv-Casa riformista, Francesco Casini. “Si sta parlando di un calciatore professionista, e va chiarito subito che qui non c’entra il calcio, non si discute di qualità tecniche o sportive: a questa persona viene di fatto attribuita un’unica ‘colpa’, quella di essere israeliano. Questo è un terreno pericolosissimo, che nulla ha a che fare con la pace, con il dialogo o con una critica legittima alle politiche di un governo”. Secondo Casini “se si accetta l’idea che una persona venga esclusa, delegittimata o dichiarata ‘non benvenuta’ per la propria nazionalità o origine, allora si apre la strada a una spirale di discriminazione che richiama pagine nere della nostra storia. È un antisionismo che rischia di trasformarsi in odio identitario e che le istituzioni non possono in alcun modo avallare”.
Sulla vicenda torna anche Fratelli d’Italia. Così “l’odio contro Israele scende in campo”, dicono i consiglieri regionali Claudio Gemelli e Matteo Zoppini. “Speravamo di aver già assistito a tutto il campionario dell’antisemitismo, ma evidentemente sbagliavamo. Purtroppo non ci stupiscono espressioni d’odio contro Israele e gli israeliani da parte di certa sinistra vicina alle frange estremiste pro Pal. Auspichiamo che qualcuno, dalla maggioranza regionale, prenda le distanze dalle parole dell’assessore”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)