Nordio ad Atreju: “Disgustato dalle critiche delle toghe, misero evocare la P2”


Le parole del ministro della Giustizia Nordio ad Atreju: “La riforma della giustizia? Non accelera i processi ma la rende giusta”

carlo nordio

“Mi ha sorpreso una miseria argomentativa che è arrivata al punto di dire che stiamo adeguandoci al progetto della P2, non che mi abbia ferito, mi ha fatto sorridere”. Lo dice il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ad Atreju 2025. “Però resta anche il fatto che per esempio – aggiunge Nordio – nel programma della P2 c’era la riduzione dei parlamentari, cosa che è stata fatta dal governo grillino e nessuno ha detto che i grillini erano dei piduisti. Direi che più che avermi ferito mi ha colpito proprio questa miseria argomentativa che andava avanti per slogan. Poi per quanto riguarda il resto, io capisco perfettamente le critiche della politica e siamo tutti disposti a ricevere tutte le contumelie che si sono state rivolte. Mi ha in un certo senso disgustato qualche polemica da parte magistrati, anche di alti magistrati, che sono arrivati a questa miseria argomentativa di evocare la P2. Peggio ancora il processo alle intenzioni, quando ti dicono: ‘ma tu vuoi fare questa riforma perché un domani servirà a porre il pubblico ministero sotto l’esecutivo’. Come faccio a dare la prova contraria di un evento futuro ed incerto? Come faccio a dimostrare che un giorno non accadrà una cosa che in questo momento invece è chiarissimamente stabilita nell’articolo 104 della Costituzione? Ecco, diciamo che sono critiche fatte tramite slogan che più che avermi ferito mi hanno sorpreso”.

NORDIO: NESSUN INTENTO PUNITIVO IN RIFORMA, ELEVIAMO RANGO PM

“È una riforma che si sarebbe dovuta fare 40 anni fa. È la conseguenza logica, giuridica, costituzionale dell’inserimento del processo accusatorio voluto da un eroe della democrazia, medaglia d’argento della resistenza Giuliano Vassalli, che ha introdotto questo sistema cosiddetto alla Perry Mason, cioè americano, dove una delle prerogative, delle caratteristiche essenziali è proprio la separazione delle carriere. Questa è una conseguenza logica che non ha nulla di punitivo nei confronti della magistratura. Dico subito che l’articolo 104 della nostra riforma, il pubblico ministero, viene anzi elevato di rango perché assume la stessa parità formale e sostanziale del giudice della magistratura giudicante e quindi senza nessun intento né punitivo né tantomeno polemico si tratta di una conseguenza tecnica, secondo me, necessaria”, ha spiegato il ministro della Giustizia.

NORDIO: REFERENDUM A MARZO LA DATA NON DIPENDE DAL GOVERNO

A proposito del referendum sulla separazione delle carriere, Nordio ha spiegato che “la data dovrebbe essere in marzo perché i tempi sono quelli definiti dalla Costituzione, dalle leggi ordinarie. Quindi direi dal primo al 30 di marzo”. Ma non c’è una data precisa che si può anticipare? “In questo momento non dipende da noi”, risponde il ministro.

NORDIO: LA RIFORMA NON ACCELERA I PROCESSI MA LA RENDE GIUSTA

Sulla separazione delle carriere il ministro ha sottolineato che “nessuno ha mai detto che questa riforma serve ad accelerare i processi. Noi ne stiamo facendo altre, stiamo per esempio assumendo per la prima volta nella storia repubblicana 1.600 magistrati colmando i ranghi e questo servirà ad accelerare i processi. Ma una giustizia, lasciatemi dire, prima di essere efficace ed efficiente, deve essere giusta”. “Come può essere giusta- aggiunge- una giustizia dove pubblici accusatori danno i voti ai giudici? Perché questo è il senso della separazione delle carriere. Si parla di pochi cambi di funzioni ma in Cassazione cambiano regolarmente e nessuno dice niente. Ma aldilà di questo, il fatto che nel Consiglio Superiore della Magistratura, che è unico, il pubblico accusatore dia i voti al giudice è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Se io lo spiego a un americano, a un inglese, a un neozelandese non capisce il concetto, non è ammissibile che una parte dia i voti a un’altra”.

NORDIO: PATTO UE CHIARISCE 99% INCERTEZZE GIURISPRUDENZIALI

“Questo duplice orientamento risolve, direi al 99%, tutte le incertezze giurisprudenziali che esistevano prima, soprattutto sul concetto di paese sicuro e sulla competenza a determinarlo”, ha detto Nordio a chi gliede in che misura il nuovo patto Ue in materia di migranti sblocca i centri in Albania. Ma non riguarda chi è già sotto espulsione? “Questa è una situazione – spiega Nordio – che andrà valutata poi caso per caso, anche perché si è trattato di una serie di discussioni che vanno approfondite. Ma in linea generale posso rispondere sicuramente alla sua domanda che è una pietra miliare verso la risoluzione del problema che aveva creato tante incertezze”. Il cambio di questi paesi di provenienza è stato dunque interpretato male dai giudici italiani? Nordio risponde: “Il concetto di paese sicuro segue dei criteri che potevano essere esposti a varie interpretazioni. Quello che io ho criticato in alcune sentenze era il fatto che non seguivano, che non motivavano caso per caso, quale fosse la ragione per cui quel paese era ritenuto sicuro o non sicuro. Oggi il fatto che la competenza a definire sicuro un paese sia devoluta a questo organo che ha già fatto un elenco dei paesi e che quindi è vincolante per i nostri giudici renderà superflua qualsiasi altra interpretazione più o meno differente”.

NORDIO: PATTO UE CHIARISCE 99% INCERTEZZE GIURISPRUDENZIALI

“Questo duplice orientamento risolve, direi al 99%, tutte le incertezze giurisprudenziali che esistevano prima, soprattutto sul concetto di paese sicuro e sulla competenza a determinarlo”, ha spiegato Nordio, rispondendo, a margine di Atreju 2025, a chi gliede in che misura il nuovo patto Ue in materia di migranti sblocca i centri in Albania. Ma non riguarda chi è già sotto espulsione? “Questa è una situazione – spiega Nordio – che andrà valutata poi caso per caso, anche perché si è trattato di una serie di discussioni che vanno approfondite. Ma in linea generale posso rispondere sicuramente alla sua domanda che è una pietra miliare verso la risoluzione del problema che aveva creato tante incertezze”. Il cambio di questi paesi di provenienza è stato dunque interpretato male dai giudici italiani? Nordio risponde: “Il concetto di paese sicuro segue dei criteri che potevano essere esposti a varie interpretazioni. Quello che io ho criticato in alcune sentenze era il fatto che non seguivano, che non motivavano caso per caso, quale fosse la ragione per cui quel paese era ritenuto sicuro o non sicuro. Oggi il fatto che la competenza a definire sicuro un paese sia devoluta a questo organo che ha già fatto un elenco dei paesi e che quindi è vincolante per i nostri giudici renderà superflua qualsiasi altra interpretazione più o meno differente”.

NORDIO: AL LAVORO SU DETENZIONE DIFFERENZIATA TOSSICODIPENDENTI

Rispondendo a una domanda su provvedimenti contro il sovraffollamento delle carceri, poi, il ministro ha affermato che “noi stiamo lavorando per una ridefinizione della situazione carceraria e dei criteri di carcerazione su tre direzioni. La più importante in questo momento è la detenzione differenziata dei tossicodipendenti che, più che essere molto spesso delinquenti da punire, sono malati da curare”. Per i tossicodipendenti l’idea, spiega, è di “una detenzione differenziata presso soprattutto le comunità, con un adeguato controllo perché si tratta sempre di posizioni di cautela e quindi di limitazione delle libertà. La seconda, per certi aspetti anche più importante- continua Nordio- è che noi abbiamo un 15% di detenuti che non sono sottoposti a condanna definitiva, molti dei quali poi vengono prosciolti, la cui detenzione si rivela alla fine ingiustificata. Allora io trovo più ragionevole evitare che si entri in prigione prima del processo, quando si è presunti innocenti, più che liberarli, sia pure per indulgenza, dopo la condanna, quando si è colpevoli confermati”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)