AstraZeneca sigla nuovo accordo da 780 milioni con Neurimmune


AstraZeneca torna a puntare sulle amiloidosi e rafforza la sua partnership con Neurimmune con un nuovo accordo del valore potenziale di 780 milioni di dollari

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AstraZeneca torna a puntare sulle amiloidosi e rafforza la sua partnership con Neurimmune con un nuovo accordo del valore potenziale di 780 milioni di dollari. L’intesa riguarda lo sviluppo di NI009, un anticorpo monoclonale in fase preclinica mirato alle catene leggere dell’amiloide (AL), responsabili del danno progressivo a cuore, reni e altri organi nei pazienti con amiloidosi AL, una malattia rara che resta ancora priva di opzioni curative definitive.

L’accordo prevede un pagamento iniziale non reso noto e concede ad Alexion – la divisione di AstraZeneca dedicata alle malattie rare – l’esclusiva globale per sviluppare e commercializzare NI009 e una serie di anticorpi correlati. Neurimmune manterrà la responsabilità dello sviluppo iniziale e della prima sperimentazione sull’uomo, mentre Alexion guiderà le fasi cliniche successive, la produzione e l’eventuale commercializzazione.

La collaborazione arriva tre anni dopo il precedente accordo da 760 milioni di dollari tra le due aziende per cliramitug (NI006/ALXN2220), ora in fase III nello studio DepleTTR-CM per l’amiloidosi cardiaca da transtiretina (ATTR-CM). Il rinnovo della partnership segnala la volontà di AstraZeneca di continuare a investire nelle strategie di deplezione dei fibrilli amiloidi, nonostante il duro colpo ricevuto la scorsa estate, quando il programma CARES su anselamimab in pazienti con amiloidosi AL di nuova diagnosi non ha raggiunto l’endpoint primario.

«Vogliamo applicare le lezioni apprese dal programma CARES per sviluppare NI009 come depletore di fibrilli complementare, con l’obiettivo di ampliare il beneficio a un maggior numero di pazienti», ha dichiarato Gianluca Pirozzi, responsabile sviluppo e sicurezza di Alexion. Dal canto suo, Roger Nitsch, CEO di Neurimmune, ha sottolineato la capacità di NI009 di colpire «numerose varianti di catene leggere lambda, nonostante l’elevata eterogeneità clonale della malattia».

Un settore in fermento: nuovi approcci e nuovi protagonisti
L’interesse rinnovato per l’amiloidosi AL non riguarda solo AstraZeneca. Negli stessi giorni, la biotech Protego Biopharma ha raccolto 130 milioni di dollari per spingere avanti PROT-001, una piccola molecola orale pensata per stabilizzare le immunoglobuline e impedire la formazione precoce degli aggregati tossici. È un approccio completamente diverso da quello dei depletori di fibrilli, e punta a intervenire ancora più a monte nella cascata patologica.
Lo scenario competitivo, dunque, si sta rapidamente ampliando: diverse aziende – grandi e piccole – stanno esplorando strategie complementari che vanno dalla prevenzione della misfolding alla rimozione dei depositi già formati.

Il ruolo di eplontersen e la corsa all’innovazione nelle amiloidosi
Parlando di amiloidosi e della sua crescente rilevanza terapeutica, è impossibile non citare eplontersen, terapia RNAi sviluppata da Ionis Pharmaceuticals in collaborazione con AstraZeneca, già approvata in alcuni Paesi per l’amiloidosi ATTR ereditaria a polineuropatia (ATTRv-PN) e in fase avanzata di sviluppo per la forma cardiaca (ATTR-CM). Eplontersen non riguarda l’amiloidosi AL, che ha una fisiopatologia completamente diversa, ma rappresenta un esempio di come l’innovazione nelle amiloidosi nel loro complesso stia accelerando.

Amiloidosi AL: un bisogno clinico ancora insoddisfatto
Diversamente dalle forme ATTR, per cui negli ultimi anni si è aperta una nuova stagione terapeutica, l’amiloidosi AL rimane un’area ad altissimo bisogno clinico. Le terapie attuali si basano principalmente sulla chemioterapia e su regimi derivati dal mieloma multiplo, ma non tutti i pazienti rispondono, il danno d’organo può progredire rapidamente, mancano terapie specifiche in grado di colpire direttamente i depositi di fibrille
Per questo l’ingresso di nuove molecole come NI009 – e più in generale l’interesse crescente di Big Pharma – rappresenta un segnale incoraggiante per una comunità di pazienti che ancora oggi affronta diagnosi tardive e opzioni limitate.

Che cosa sono le amiloidosi
Le amiloidosi sono un gruppo eterogeneo di malattie rare causate dalla capacità di alcune proteine del nostro organismo di modificare la loro struttura naturale. Quando questo accade, le proteine possono aggregarsi formando oligomeri tossici o fibrille insolubili che si depositano nei tessuti, compromettendo la funzionalità di organi come cuore, reni, fegato o sistema nervoso. Questi depositi, chiamati amiloidi, furono descritti per la prima volta nel 1854 da Rudolf Virchow per la loro somiglianza, allora presunta, con l’amido.

Ad oggi sono state identificate oltre 40 proteine in grado di originare depositi amiloidi e circa venti di queste sono responsabili delle forme sistemiche, in cui i depositi possono raggiungere diversi organi attraverso il sangue. Alcune forme coinvolgono invece un solo distretto corporeo e restano localizzate.

Tra le amiloidosi sistemiche più note figurano l’amiloidosi AL, dovuta alla produzione anomala di catene leggere delle immunoglobuline da parte delle plasmacellule; è la forma più aggressiva e colpisce soprattutto cuore e reni. L’amiloidosi ATTR deriva invece dalla transtiretina mal ripiegata e può essere ereditaria (ATTRv), legata a mutazioni genetiche, o sporadica (ATTRwt), tipica dell’età avanzata e associata soprattutto a cardiomiopatia. L’amiloidosi AA, infine, si sviluppa in presenza di infiammazioni croniche e deriva dall’accumulo della proteina SAA prodotta dal fegato.

Le amiloidosi possono essere ereditarie, quando un difetto genetico favorisce l’aggregazione proteica, oppure sporadiche, le forme più frequenti. Sebbene molte persone conoscano i depositi amiloidi per il loro ruolo in malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, le amiloidosi sistemiche rappresentano un capitolo distinto e complesso, che richiede diagnosi precoce e percorsi terapeutici mirati.

Conclusioni: un settore che si sta trasformando a velocità senza precedenti
Il nuovo accordo tra AstraZeneca e Neurimmune non è solo una notizia di business: è il segno di un cambiamento più ampio. Le amiloidosi, per anni considerate malattie rare di nicchia, sono oggi al centro di una delle aree più dinamiche della ricerca biomedica. Tra anticorpi depletori, molecole stabilizzatrici, terapie RNAi e collaborazioni pubblico-private multimilionarie, il futuro della terapia delle amiloidosi – AL e ATTR – si sta rapidamente ridisegnando.