Un’importante novità nella lotta all’obesità arriva da Novo Nordisk, che ha annunciato i risultati positivi dello studio clinico di fase 3 OASIS 4, dedicato alla versione orale della semaglutide
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Un’importante novità nella lotta all’obesità arriva da Novo Nordisk, che ha annunciato i risultati positivi dello studio clinico di fase 3 OASIS 4, dedicato alla versione orale della semaglutide (25 mg).
Il farmaco, già noto nella sua formulazione iniettabile con il nome commerciale Wegovy, si conferma efficace anche sotto forma di compressa: dopo 64 settimane di trattamento, i partecipanti hanno perso in media il 16,6% del loro peso corporeo, un risultato molto vicino a quello registrato con l’iniezione settimanale.
“È la prima volta che un farmaco per la perdita di peso orale e iniettabile sono stati più o meno alla pari,” ha affermato Ludovic Helfgott, vicepresidente esecutivo di Novo per la strategia di prodotto e portafoglio. Helfgott ha dichiarato che l’azienda era “sempre più convinta dell’importanza di un farmaco orale” per offrire ai pazienti più opzioni. “Alcuni anni fa, si riteneva impossibile mettere un peptide in una pillola,” ha aggiunto.
Lo sviluppo di una forma in compresse di semaglutide è stato a lungo considerato improbabile perché i peptidi vengono tipicamente degradati nell’intestino prima di raggiungere il flusso sanguigno. Novo ha affrontato questo problema aggiungendo un composto che favorisce l’assorbimento nello stomaco.
Lo studio: disegno e popolazione arruolata
Lo studio OASIS 4, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto 307 adulti con obesità (BMI ≥30) o sovrappeso (BMI ≥27) associato ad almeno una comorbidità correlata al peso, escludendo i pazienti diabetici.
I partecipanti sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 a ricevere semaglutide orale da 25 mg una volta al giorno o placebo, in aggiunta a un programma di modifiche dello stile di vita.
L’endpoint primario era la variazione percentuale del peso corporeo dopo 64 settimane, mentre gli endpoint secondari includevano i miglioramenti della capacità funzionale e dei parametri di rischio cardiovascolare.
Secondo Sean Wharton, autore principale dello studio e direttore medico della Wharton Medical Clinic, “la disponibilità di una compressa rappresenta un progresso importante nella cura dell’obesità, ampliando le possibilità di scelta terapeutica e rispondendo meglio alle preferenze individuali dei pazienti”.
Risultati principali
Dopo 64 settimane, la riduzione media stimata del peso corporeo è risultata pari al −13,6% nel gruppo semaglutide rispetto al −2,2% nel gruppo placebo, con una differenza stimata dell’−11,4% (IC 95%: da −13,9 a −9,0; P<0,001).
I pazienti trattati con semaglutide orale hanno mostrato una probabilità significativamente maggiore, rispetto a quelli del gruppo placebo, di ottenere riduzioni di peso pari o superiori al 5%, 10%, 15% e 20% (P<0,001 per tutti i confronti). Inoltre, nel gruppo semaglutide si è osservato un miglioramento significativo del punteggio di funzionalità fisica misurato con il questionario IWQOL-Lite-CT (P<0,001).
Per quanto riguarda la sicurezza, gli eventi avversi gastrointestinali sono risultati più frequenti nei pazienti trattati con semaglutide rispetto al placebo (74,0% vs 42,2%).
In conclusione, semaglutide orale ha determinato una riduzione di peso clinicamente e statisticamente significativa, associata a un miglioramento della qualità di vita legata alla funzione fisica, pur con una maggiore incidenza di disturbi gastrointestinali.
Questi risultati si allineano a quelli della semaglutide iniettabile, già ampiamente utilizzata nella pratica clinica, e rafforzano l’evidenza sul ruolo dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 nella gestione dell’obesità.
Benefici oltre il peso
Il farmaco non solo ha indotto una riduzione ponderale sostanziale, ma ha anche migliorato parametri cardiovascolari e facilitato le attività quotidiane come camminare, piegarsi o mantenersi in piedi.
Tali effetti positivi potrebbero avere un impatto rilevante sulla qualità della vita dei pazienti, oltre che sulla prevenzione delle complicanze a lungo termine.
Sicurezza e tollerabilità
Il profilo di sicurezza della formulazione orale si è rivelato sovrapponibile a quello della semaglutide iniettabile.
Gli eventi avversi più comuni sono stati di tipo gastrointestinale, per lo più lievi o moderati e transitori: nausea (46,6% dei pazienti) e vomito (30,9%). La percentuale di interruzioni permanenti della terapia è stata del 6,9% con semaglutide e del 5,9% con placebo.
Interessante il dato sulla sicurezza globale: la frequenza di eventi avversi gravi è risultata più bassa nel gruppo semaglutide (3,9%) rispetto al placebo (8,8%).
Un contesto di grande rilevanza clinica
L’obesità è considerata dall’OMS una vera e propria pandemia, con prevalenza in costante crescita. Negli Stati Uniti oltre il 40% della popolazione adulta è obesa, mentre in Europa la media si attesta intorno al 23%.
Nonostante ciò, solo una minoranza dei pazienti riceve un trattamento farmacologico: negli USA meno del 2% delle persone con obesità utilizza farmaci specifici per la riduzione del peso.
L’arrivo di una formulazione orale potrebbe rappresentare una svolta, facilitando l’adesione alla terapia in pazienti che rifiutano o non gradiscono la somministrazione iniettabile.
Prospettive regolatorie
Novo Nordisk ha già presentato alla Food and Drug Administration (FDA) una New Drug Application (NDA) per la formulazione orale del farmaco. La revisione dovrebbe concludersi entro la fine del 2025.
Se approvata, sarà la prima terapia GLP-1 orale indicata per la gestione cronica del peso, prodotta interamente negli Stati Uniti in impianti già potenziati per soddisfare la domanda attesa.