La negatività della malattia minima residua (MRD) si conferma un traguardo clinico di grande valore nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi
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La negatività della malattia minima residua (MRD) si conferma un traguardo clinico di grande valore nei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi.
Secondo i dati presentati da Jesús San Miguel (Clinica Universidad de Navarra, Spagna) al congresso della International Myeloma Society (IMS), i pazienti che raggiungono MRD negativa non solo ottengono benefici in termini di sopravvivenza, ma presentano anche un profilo di sicurezza più favorevole e nessun peggioramento della qualità di vita rispetto a chi rimane MRD positivo.
Sicurezza ed eventi avversi
L’analisi combinata degli studi di fase III PERSEUS e CEPHEUS, condotti con il quadrupletto daratumumab + bortezomib + lenalidomide + desametasone (VRd), ha mostrato che nei pazienti MRD negativi l’incidenza degli eventi avversi emergenti da trattamento (TEAEs) era più bassa rispetto a quella osservata nei pazienti MRD positivi.
PERSEUS: 156,8 vs 165,1 eventi per 100 pazienti-mese
CEPHEUS: 119,6 vs 235,8 eventi per 100 pazienti-mese
Anche gli eventi di grado 3/4, le infezioni severe, la neutropenia e le interruzioni di trattamento risultavano meno frequenti nei pazienti MRD negativi.
Qualità di vita: dati rassicuranti
L’analisi dei patient-reported outcomes (PROs) ha confermato che raggiungere la MRD negatività non comporta un costo in termini di benessere percepito. Nei questionari EORTC QLQ-C30, i pazienti MRD negativi hanno mostrato un miglioramento maggiore rispetto ai MRD positivi:
PERSEUS: +7,6 vs +3,3 punti
CEPHEUS: +8,5 vs +4,2 punti
Secondo San Miguel, «questo è il primo studio che dimostra come la MRD negatività nei pazienti di nuova diagnosi, sia trapiantabili che non trapiantabili, non solo si traduca in un vantaggio di sopravvivenza, ma sia anche associata a un profilo di sicurezza favorevole e a una qualità di vita preservata».
Impatto sulla sopravvivenza libera da progressione
Come già emerso nelle analisi principali, la MRD negatività si associa a un netto vantaggio in progression-free survival (PFS):
PERSEUS: PFS a 48 mesi del 92,1% nei MRD negativi vs 56,7% nei MRD positivi (HR 0,16)
CEPHEUS: PFS a 48 mesi dell’83,7% vs 47,5% (HR 0,29)
Implicazioni cliniche
Daratumumab in combinazione con VRd è ormai considerato uno standard terapeutico nella prima linea del mieloma multiplo, indipendentemente dall’eleggibilità al trapianto. I risultati presentati al congresso IMS offrono ulteriore rassicurazione ai clinici: perseguire la MRD negatività non aumenta i rischi di tossicità né compromette la qualità di vita, ma rappresenta al contrario un indicatore chiave di profondità di risposta, sicurezza e beneficio clinico a lungo termine.
Bibliografia
San Miguel J, et al. Patient-reported outcomes and safety in patients with NDMM achieving MRD negativity and ≥CR in the phase 3 PERSEUS and CEPHEUS trials. International Myeloma Society Annual Meeting 2025; Abstract OA-70.