L’impiego di colchicina per la prevenzione della gotta comporta anche una “modesta” riduzione del rischio di ricorso a chirurgia protesica del ginocchio o dell’anca
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Stando ai risultati di uno studio presentato al congresso annuale ACR, l’impiego di colchicina per la prevenzione della gotta comporta anche una “modesta” riduzione del rischio di ricorso a chirurgia protesica del ginocchio o dell’anca per diversi anni. Lo studio fa seguito allo studio LoDoCo2, nel corso del quale i ricercatori avevano rilevato per la prima volta un beneficio derivante dall’impiego di questo farmaco sulla riduzione del rischio di ricorso alla chirurgia di sostituzione articolare.
Razionale e disegno dello studio
Lo studio LoDoCo2, un trial cardiovascolare, aveva dimostrato un rischio inferiore di ricorso all’artroplastica del ginocchio o dell’anca nel braccio di trattamento con colchicina rispetto al placebo in un’analisi post hoc, hanno ricordato i ricercatori durante la presentazione del lavoro al congresso. Ciò ha sollevato la domanda sull’esistenza di un possibile effetto strutturale della colchicina per condizioni come la gotta e l’osteoartrosi (OA).
Dato che la colchicina non è utilizzata nella pratica clinica per l’OA, non è stato possibile utilizzare prove reali per esaminare gli effetti della colchicina sulla chirurgia di sostituzione articolare nelle affette da OA, continuano i ricercatori.
Si è deciso, pertanto, di esaminare la questione nelle persone affette da gotta, dato che la colchicina è comunemente prescritta per la gotta e che le persone affette da gotta presentano tassi più elevati di ricorso all’artroplastica rispetto alla popolazione generale.
Per valutare l’impatto della colchicina sul rischio di ricorso alla chirurgia di sostituzione del ginocchio o dell’anca, i ricercatori hanno attinto ai dati del database delle cartelle cliniche IQVIA per condurre uno studio di coorte basato sulla popolazione di adulti con gotta dal gennaio 2000 al dicembre 2021.
Lo studio ha incluso i dati relativi a 31.651 pazienti che avevano iniziato l’assunzione di colchicina (età media 59,6 anni) e un numero uguale di pazienti che non l’avevano assunta (età media 60,2 anni), seguiti rispettivamente per una media di 4,5 anni e 4,3 anni.
Per confrontare il rischio di sostituzione del ginocchio o dell’anca tra i pazienti che assumevano colchicina e quelli che non la assumevano, è stata utilizzata la regressione dei rischi proporzionali di Cox.
Risultati principali
Nel complesso, il 3,3% dei pazienti che assumevano colchicina e il 3,7% di quelli che non la assumevano sono stati sottoposti a chirurgia di sostituzione del ginocchio o dell’anca durante il periodo di studio, con tassi di incidenza rispettivamente pari a 6,55 per 1.000 anni-persona e 7,66 per 1.000 anni-persona.
Rispetto ai pazienti che non facevano uso di colchicina, quelli che la assumevano hanno dimostrato una “modesta” riduzione del rischio di ricorso all’artroplastica di ginocchio o anca (HR = 0,86; IC95%: 0,79-0,93), anche dopo un ulteriore aggiustamento dei dati per la presenza di variabili confondenti (HR = 0,87; 95% CI, 0,8-0,95).
Il commento allo studio
I benefici cardiovascolari della colchicina, oltre al suo potenziale di riduzione del rischio di ricorrere alla chirurgia di sostituzione articolare nei pazienti con gotta, suggeriscono che la durata d’impiego di questo farmaco come trattamento profilattico delle riacutizzazioni della gotta potrebbe meritare di essere riconsiderata”, hanno scritto i ricercatori.
“Attualmente, l’impiego della colchicina nella gotta è raccomandato solo per un periodo di tempo relativamente breve come profilassi quando si inizia una terapia ipouricemizzante, o quando si ricorre ad essa in modo intermittente per trattare le riacutizzazioni. Ora che i benefici cardiovascolari della colchicina evidenziati nello studio LoDoCo2 hanno portato all’approvazione della FDA di una nuova formulazione di colchicina (LoDoCo) per le malattie cardiovascolari, e il fatto che le malattie cardiovascolari rappresentano una comorbidità comune tra le persone affette da gotta, la colchicina può essere presa in considerazione per un impiego a lungo termine tra le persone con gotta e malattie cardiovascolari”.
Alla luce degli ultimi risultati presentati al congresso (NdR: la riduzione, grazie alla colchicina, del rischio di ricorrere all’artroplastica di anca o ginocchio), è possibile ipotizzare di utilizzare la colchicina per un periodo più lungo nelle persone affette da gotta. Naturalmente, sarà necessario considerare la sicurezza a lungo termine dell’impiego di questo farmaco, in particolare nel contesto delle interazioni farmacologiche rilevanti e dell’insufficienza renale.
Bibliografia
Wang Z et al. The Relation of Colchicine to Knee/hip Replacement Among People with Gout in a Population-based Cohort Study [abstract]. Arthritis Rheumatol. 2024; 76 (suppl 9). https://acrabstracts.org/abstract/the-relation-of-colchicine-to-knee-hip-replacement-among-people-with-gout-in-a-population-based-cohort-study/. Accessed November 24, 2024.